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giovedì 4 febbraio 2010
berlusconi in israele
Berlusconi è in missione di pace all'estero. In Israele, alla Knesset, ha definito "una reazione giusta", l'invasione e il bombardamento di Gaza, l'attacco israeliano che provocò centinaia di morti tra i civili, tra cui molti bambini, e condannato anche dall'ONU. Fu una tonnara con i palestinesi chiusi tra mare e terra. Berlusconi non rende un servizio agli israeliani e neppure al popolo italiano (ma noi ci siamo abituati). Ripeto quello che scrissi un anno fa: "Israele vuole creare un cordone di sicurezza intorno a sè con i bombardamenti, dal Libano a Gaza. Ma non saranno le bombe a portare la sicurezza. Per ogni civile ucciso, ci saranno cento terroristi in più. Per ogni bambino libanese, palestinese, arabo ucciso, mille terroristi in più. Israele si mette sullo stesso piano dei suoi nemici quando massacra i civili e, per questa ragione, potrebbe non avere domani più amici in Occidente. A Israele si chiede di essere non solo più forte di chi la vuole distruggere, ma anche migliore".[beppegrillo.it]
E' vero che in Israele c'è democrazia ma il problema è che la democrazia vale solo per gli ebrei, per gli arabi, che siano cristiani musulmani o quant'altro non esiste nessun diritto a parte quello di soffrire un' occupazione militare da 42 anni e di subire soprusi di ogni genere da parte dei coloni sionisti e dall'esercito di Tel aviv e morire sotto le macerie di un palazzo affollato di gente.
meditate gente meditate..il giorno della memoria non vale e non deve valere soltanto per gli ebrei ma per tutte quelle persone che hanno sofferto, soffrono e soffriranno il terrore della guerra soltanto per essene nati nel posto sbagliato nell'era sbagliata.
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Caro Masoud,
RispondiEliminami fa piacere vedere il tuo blog e mi fa pensare a quanto tempo sia passato e a quanto siamo cambiati Davvero!
Questo però(e altri articoli che ho letto sull'argomento di Israele) è un intervento di parte e poco attinente alla verità storica del conflitto arabo-palestinese.
Quando si analizza una questione delicata come questa non si possono sventolare le bandiere di una parte come se l'altra non esistesse. Ci vuole cautela e una seria analisi dei fatti.
Lo Stato d'Israele, che io ho visitato più volte, e sulla cui questione ho redatto la mia tesi di laurea, è uno Stato:
- il cui "diritto all'autodeterminazione" in quanto popolo è garantito dalla Carta dell Onu cap. I.
- che non ha violato la pace o commesso atti di aggressione senza motivo o comunque lo ha fatto per legittimare il suo diritto all'esistenza e il suo diritto alla legittima difesa. (art. 51 Carta e diritto consuetudinario internazionale)
- nel quale vengono garantiti i diritti di eguaglianza. Ho visitato Israele più volte e ho visto sinagoghe, moschee, chiese cattoliche e non, scuole rabbiniche e scuole statali arabe, venditori arabi ed ebrei, tassisti arabi ed ebrei, Hotel arabi ed ebraici...etc. Se poi si vuole parlare di "discriminazione" nei confronti degli arabi su questioni come il "muro di Gerusalemme" i "check-point" i controlli nei quartieri arabi, l'accesso controllato alla spianata delle Moschee-spianata del Tempio, è chiaro che si tratta di questioni che attengono alla sicurezza interna di un paese e quindi di questioni che sono rimesse al principio dell'ordine e della pubblica sicurezza di un paese lacerato dagli attacchi terroristici.
Quando si condanna l'attacco israeliano a Gaza ricordando i morti tra i civili palestinesi citando l'Onu, si dimentica di dire che tale Commissione d'inchiesta dell'Onu ha condannato anche il lancio di missili palestinesi sul territorio israeliano denunciando l'attacco contro la popolazione civile israeliana.
Non è anche questo un "crimine di guerra" secondo il diritto internazionale umanitario e le successive Convenzioni di Ginevra 1864, 1949 e protocolli aggiuntivi dell'Aja 1977?
E' chiaro che anche Israele in questo quadro ha commesso i suoi errori e continua a commetterne. Uno di questi è che ha violato il principio della proporzionalità tra attacco e risposta (convenz. Ginevra del 1949 e protocolli aggiuntivi del 1977).
Non si deve però guardare la questione solo con gli occhi di una parte altrimenti si cade nel populismo e nell'esame superficiale di una questione politica,culturale, religiosa ed etnica molto più complessa.
Sono contento comunque di dialogare con te! Davvero!
p.s. sai cosa credo davvero? che in quella zona la vera pace arriverà solo all'arrivo del vero Re e Messia Gesù! :)
con stima...Giampaolo
Masoud, shalom & salam. Trovo molto pertinente il contributo di Giampaolo, che per altro conosco personalmente e apprezzo.
RispondiEliminaIn queste cose non si può fare il "tifo", ma bisogna tendere alla più grande oggettività, mostrando le ragioni degli uni e degli altri, altrimenti si fa demagogia storica e ideologica.
Nella striscia di Gaza non si hanno molte aspettative di vita, se si ha un'opinione diversa da quella della leadership e la si manifesta. Hamas agisce verso i dissidenti come la nomenclatura iraniana, che foraggia tale movimento. Non mi è conosciuto un solo caso in cui un israeliano ebreo o arabo, che dissente dal suo governo, sia messo a morte. Se tu dovessi assolutamente scegliere se vivere in Gaza o nello Stato d'Israele, dove preferiresti trasferire te stesso e la tua famiglia e rimanere uno spirito libero?
Saluti... Nicola Martella (http://www.puntoacroce.altervista.org/)
Ciao ragazzi, mi fa molto piacere ricevere i vostri commenti, lo apprezzo davvero, ma non sono io che deve rispondere a queste domande ma mio fratello che ha postato questo articolo che modestamente io condivido. Se vi interessa conoscere la storia del conflitto israeliano-palestinese dal mio punto di vista andate nei post precedenti, c'è un articolo scritto da me, e magari se volete ci confronteremo sulla questione, il chè ripeto mi fa molto piacere, grazie! Masoud
RispondiEliminacome scrittore del post in questione rispondo.
RispondiEliminaPrima di tutto non c'è molto da essere imparziali obbiettivi. Non ho nulla da obbiettare che israele sia una democrazia, ma diciamo che lo è a modo suo, infatti chi è molto esperto come Davide, avendo studiato il caso sa che già tra ebrei sefarditi ed ebrei orientali c'è discriminazione. E' nota l'affermazione che vede gli ebrei arabi e di colore come quelli che devono morire per israele. Quindi già questo è un punto a sfavore della tanto acclamata democrazia Ebraica. Per quanto riguarda la storia della palestina e la sua occupazione militare molti sanno poco e molto non sanno tutto, ti cito soltanto il nome dell'operazione ebraica che intendeva "difendere" lo stato di israele dall'"offensiva" araba, il nome è OPERAZIONE SCOPA!! il compito di questa operazione era spazzare letteralmente via gli arabi, sia cristiani ebrei musulmani, dalla palestina. Non ci sono riusciti purtroppo per loro. Girando per Israele come ho fatto io ma partendo dalla cisgiordania si notano tante colonie, tante strade esclusivamente per israeliani e tanti bei manifesti che incitano alla diaspora del popolo palestinese come uno che mi è rimasto in mente che diceva: L'unica soluzione per voi è andare in giordania!!! ecco, quando una persona vede questo e gli si chiede di essere superpartes mi viene da ridere.
Per quanto riguarda gaza, saprai benissimo che il vero problema non è e non era quello di qualche missile, ma più che altro il controllo dell'enorme giacimento di metano scoperto nel 1998 a largo della costa di gaza che l'onu aveva concesso ai palestinesi non senza l'opposizione di Israele.
Circa 1300 vittime di cui 257 bambini sotto i 10 anni solo per quel gas puzzolente che ci scalda d'inverno e ci porta il culo in giro con la macchina. L'altra parte?!? 11 morti e qualcuno in cura allo psicologo per lo shock da missile, peccato però che dalla parte israeliana ogni piccola colonia del sud è dotata di un rifugio antimissile, a gaza no! dopo due anni di embargo terroristico da est e da ovest (l'amico Mubarak) la condizione del popolo di gaza è che manca acqua potabile, manca energia elettrica, manca cibo, questo perchè i pescatori vengono colpiti dalle navi che violano sistematicamente il territorio marittimo di gaza, per non permettergli di pescare, e dalla parte sud-est, dove sono presenti campi, i contadini vengono cospiti giornalmente dai cecchini israeliani che fanno una sorta di tiro al bersaglio.
Quì non c'è posto per l'obbiettività perchè si è persa nel momento in cui i palestinesi sono trattati come animali, subiscono il terrorismo psicologico, non hanno diritti ne in israele ne tantomeno nei paesi arabi, non vengono loro concessi permessi per costruire una casa.
Sono messi nelle condizioni di diventare squilibrati e di odiare tutto e tutti.
Ora non so se chi mi obbietta il post sia andato nelle città palestinesi come Nablus Ramallah ecc.. ma da quello che scrive non mi sembra perchè chi va li torna cambiato.