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NON DERUBATE I MORTI. Firmate!

sabato 30 gennaio 2010

ischia e l'abusivismo



Questa notte ad Ischia c'è stata una vera e propria guerriglia contro le forze dell'ordine sbarcate sull'isola per eseguire l'abbattimento della prima di una serie di abusi edilizi da demolire in seguito a sentenze definitive della magistratura. Secondo quanto riferito dalla stampa manifestanti col volto coperto hanno tirato pietre e bastoni contro le forze dell'ordine e diversi poliziotti sono stati feriti.

Quando finalmente la legalità sembra arrivare su quella che una volta era chiamata l'isola verde, oggi regina dell'abusivismo edilizio in Italia, si prospetta un nuovo condono per gli abusi edilizi, compresi quelli commessi prima del 2003. Questo è quanto è previsto in un emendamento al decreto milleproroghe in discussione in commissione Affari Costituzionali al Senato. La proposta di modifica è a firma dei senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli e cancella anche i 'paletti' degli abusi commessi ai danni dei "beni ambientali e paesistici".
Non solo. La norma è retroattiva, visto che, secondo quanto si legge nel testo, "la speciale sanatoria di cui al presente articolo si applica anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2003". Gli interessati possono, secondo la proposta di modifica, presentare domanda entro il 31 dicembre 2010. "A tal fine - si conclude nell'emendamento - sono sospesi tutti i procedimenti sanzionatori, di natura penale ed amministrativa, già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato, fino alla definizione delle predette istanze".

Le tragedie di Casamicciola di Novembre e quella di Monte Vezzi di qualche anno fa non sono bastate, quelle morti innocenti non sembrano aver insegnato nulla.

Se una tale proposta criminale, come qualificata da Legambiente, dovesse essere approvata, sarebbe davvero il colpo mortale, oltre che per l'isola d'Ischia, per la legalità e lo stato di diritto.

mercoledì 27 gennaio 2010

processo breve..n.b.!



guardate e ascoltate bene il video..
stiamo attenti alla gente che ci troviamo in parlamento..non finiscono mai di stupire!

domenica 24 gennaio 2010

cuffaro condannato in appello



La condanna per l’ex-Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro è questa volta di sette anni per favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreto istruttorio. E non ci sono più i vassoi con i cannoli per festeggiare, come accadde dopo la sentenza di primo grado (che riassumeva la posizione del governatore come favoreggiatore di «singoli mafiosi» e non della mafia nel suo complesso). Niente cannoli per una sentenza che prevede pene più severe rispetto al primo grado anche per gli altri due principali imputati. Un anno e mezzo in più (15 anni e 6 mesi) per l’imprenditore Michele Aiello, prestanome di Provenzano, e otto anni all’ex-maresciallo del Ros Giorgio Riolo, per concorso esterno.

L’INCHIESTA È stato uno dei casi giudiziari più dilanianti degli ultimi anni. E non solo per l’accusa riguardante l’ex-presidente della Regione di aver passato informazioni a uomini di Cosa nostra. A finire coinvolti sono stati anche due ufficiali delle forze dell’ordine ai quali la procura di Palermo affidava compiti investigativi delicatissimi. Non per nulla è stato chiamato «processo Talpe». La sentenza d’appello è stata pronunciata ieri mattina dopo venticinque ore di camera di consiglio dalla terza sezione della Corte d’appello. «So di non essere mafioso, so di non avere mai favorito la mafia – ha detto Cuffaro subito dopo la condanna - Le sentenze sono espresse dalle istituzioni e vanno comunque accettate».

DIMISSIONI, MA SOLO DALl’UDC L’ex presidente della Regione ha annunciato che abbandonerà tutti gli incarichi di partito per dedicarsi alla famiglia. Non ha parlato invece della possibilità di dimettersi dal parlamento. Il suo coimputato Aiello, poco dopo la sentenza, è stato arrestato e condotto nel carcere palermitano di Paglierelli. Il provvedimento è stato disposto dalla corte d’appello - che ha ritenuto che esistesse il pericoloso di fuga - nella stessa sentenza di condanna. Secondo i giudici Cuffaro ha rivelato i segreti delle indagini antimafia a due indagati: l’imprenditore Michele Aiello e il boss Giuseppe Guttadauro, tramite un suo collega di partito, Mimmo Miceli, condannato in appello in un altro procedimento a sei anni per concorso esterno.

LE TALPE ALLA DDA A fornire le notizie erano due sbirri antimafia: Giorgio Riolo del Ros e Giuseppe Ciuro della Finanza, insieme a Nino Borzacchelli un ex-maresciallo dei Carabinieri entrato in politica e appoggiato da Cuffaro. L’operazione Talpe scatta il 5 novembre 2003. Finiscono dentro Ciuro, Riolo e l’uomo di Provenzano, l’ingegnere Aiello. Con loro ci sono anche medici, vigili urbani, cancellieri e segretarie del Tribunale. Cuffaro, allora presidente della regione, viene indagato. La sentenza di primo grado arriva nel gennaio 2008. Vengono tutti condannati ma per Cuffaro i giudici affermano che non voleva favorire Cosa nostra. La condanna è di 5 anni e lui per qualche giorno festeggia. Poi si dimette da Presidente della regione e finisce in Senato. La sentenza d’appello però rimette in gioco tutto. Per i giudici Cuffaro sapeva di favorire Cosa nostra.
[fonte igoogle]

mercoledì 20 gennaio 2010

tv contro internet..chi vincerà?!








Attacco alla Rete
di byoblu | del pubblicato il 20/01/2010

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martedì 19 gennaio 2010

vendola si vendola no..e perchè no?!



Se Vendola avesse in Puglia l'appoggio del Pdmenoelle vincerebbe a mani basse. D'Alema prosegue la demolizione del suo partito di cui Bersani è solo il portavoce. In gioco nelle elezioni della Regione Puglia c'è la privatizzazione dell'acquedotto pugliese, il resto è fumo negli occhi dei cittadini"Le fonti sono sotto gli occhi di tutti. La scelta del Governatore della Puglia alle prossime elezioni è conseguenza della privatizzazione dell'acquedotto pugliese. In prima fila c'e' il gruppo Caltagirone (ergo Casini UDC) per rilevare la concessione sulla gestione del più grande acquedotto d'Europa. Vendola, il Governatore uscente, ha dichiarato che non privatizzerà una struttura pubblica costruita con il sangue e i soldi dei cittadini italiani e pugliesi! Allora D'Alema ha cominciato la sua manovra politica per cercare di accaparrarsi l'acquedotto con un governatore (BOCCIA) "economista" del PD che farà alleanza con l'UDC, ossia Casini, ossia Caltagirone, che avrà la gestione della più grande infrastruttura pugliese. Questo significa gestire soldi dei cittadini, posti di lavoro, ergo voti! Vendola si trova a non essere candidato in pectore perché vuole salvare la più grande infrastruttura pugliese oggi esistente.
Vogliono togliere ai pugliesi anche il diritto di votare chi davvero fa qualcosa per la propria regione..
[Fonte beppegrillo.it]

sabato 16 gennaio 2010

il dramma di haiti




Mentre la conta dei cadaveri rende più precise e per questo più terribili le stime sul numero dei morti (ora se ne temono 200 mila), si segnalano le prime manifestazioni di rabbia dei sopravissuti di Port-au-Prince che si sentono abbandonati.

Nel quarto giorno dal terremoto che ha distrutto Haiti, dopo tre notti trascorse in strada fra macerie e cadaveri alla ricerca di acqua e di cibo, con la paura di nuove scosse, cresce la tensione e sono state viste anche barricate e blocchi stradali eretti usando anche i cadaveri. Ed è in questo scenario che il segretario di stato americano Hillary Clinton si reca oggi ad Haiti, dove entro lunedì giungeranno anche diecimila soldati americani per proteggere la sicurezza e l’ordine pubblico e devastato dal terremoto.

Per agevolarli, Haiti ha concesso agli Usa il controllo temporaneo dell’aeroporto di Port-au-Prince. Nella capitale la gente si sente abbandonata, malgrado gli sforzi umanitari di tutto il mondo e la corsa contro il tempo per salavare quante più vite possibili dalle macerie. E lo stesso presidente haitiano, Renè Preval, ha ammesso oggi di temere una «violenta rivolta popolare». Si tenta di sopravvivere in mezzo ai cadaveri e continua l’apprensione per gli italiani che ancora mancano all’appello. C’è anche la prima vittima italiana, Gigliola Martino, di 70 anni, figlia di italiani ma nata a Haiti. Da parte sua la Farnesina a fronte di 180 italiani rintracciati, indica che «20 risultano dispersi», tra i quali uno già individuato sotto Le macerie di un supermarket di Port-au-Prince e due funzionari dell’Onu per i quali si nutre «seria preoccupazione». Intanto si continua scavare tra le macerie dell’Hotel Christophe e del Montana, dove i soccorritori francesi e spagnoli hanno estratti vivi diversi stranieri, ma non ci sono notizie di connazionali.

Impossibile ancora un bilancio delle vittime, che nella stragrande maggioranza sono ancora sotto le macerie, dove la gente, lasciata a sè stessa, cerca ancora sopravvissuti. In serata un sottosegretario haitiano ha riferito che sono stati sotterrati «40 mila corpi» ma ha aggiunto di ritenere che oltre a questi ve ne siano da inumare «altri 100 mila». La stima, inferiore solo a quella di mezzo milione formulata da un senatore haitiano, supera le cifre fornite di fonti più attendibili e caute. La Nazioni Unite hanno fino ad ora conteggiato circa 9 mila cadaveri, circa 7 mila dei quali sono stati sepolti ieri in una fossa comune. La Croce Rossa haitiana parla per ora prudentemente di 40-50 mila morti; la Panamerican Health Organization (Paho), braccio americano dell’Organizzazione mondiale della Sanità, di un numero oscillante fra i 50 e i 100 mila.

C’è poi il dramma degli sfollati: l’Ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha) stima che le persone ancora senza cibo nè aiuti siano circa due milioni e parla di 300.000 senzatetto nella sola capitale e di circa 3,5 milioni di persone colpite dal sisma fra Port-au-Prince (2,8 milioni), le aree rurali e altri centri urbani come Jacmel e Carrefour. Un ministro haitiano ha indicato il numero dei senzatetto in 1,5 milioni. Ma esperti di Strasburgo analizzando immagini satellitari stimano che siano il 20%. «Ma è un dato che va preso con prudenza perchè ci sono degli edifici interamente distrutti e altri che sono crollati solo parzialmente», dice Kader Fellah, ingegnere del Sertit. Ma la situazione fuori dalle città è ancora poco conosciuta: secondo l’ong Oxfam, «l’epicentro del disastro si trova nelle aree rurali del Paese, ma l’accesso alle campagne è interrotto ed è quindi impossibile stabilire l’entità dell’emergenza e i bisogni della popolazione». Il mondo si è mobilitato per la tragedia che ha colpito il Paese più povero dell’emisfero occidentale, l’Onu ha lanciato un appello per raccogliere 550 milioni di dollari per l’emergenza e i soccorsi cominciano ad arrivare insieme ai primi aiuti internazionali. Ma sul posto manca il coordinamento.

«Manca tutto, acqua cibo e carburante», scrivevano ancora stamani testimoni su Twitter. «C’erano morti e feriti ovunque, ma niente ospedali, nessuno che potesse accoglierli, cadaveri per terra, e gente che si affollava intorno», racconta un francese all’arrivo a Parigi. È in questo quadro che la Clinton vedrà di persona il funzionamento della macchina degli aiuti, appena entrata in moto, e ascolterà di persona dal presidente Preval e dagli altri membri del governo la priorità delle necessità del paese dopo la catastrofe. Intanto lo sforzo umanitario ha scavalcato le barriere politico-ideologiche: il governo di Cuba ha concesso il suo spazio aereo ai voli americani che partono dalla base di Guantanamo, dove gli Usa stanno portando alcuni dei feriti evacuati da Haiti, per creare un corridoio Guantanamo-Miami che accorcia i voli di 90 minuti. La missione Onu (Minustah), che nel sisma ha perso 36 dipendenti, ha giudicato per ora «sotto controllo» la situazione della sicurezza ad Haiti e il ministro della difesa Usa, Robert Gates, l’ha definita «buona»: «L’elemento chiave - ha detto il capo del Pentagono - è far giungere viveri e acqua con la massima rapidità nell’area colpita, evitando che la gente, trascinata dalla disperazione, si abbandoni ad atti di violenza». Episodi di sciacallaggio vengono ovunque segnalati, anche se il Pam, l’agenzia Onu per l’alimentazione che ha già portato cibo a 60.000 persone, ha smentito la notizia circolata oggi che un suo magazzino ad Haiti fosse stato saccheggiato. Secondo il presidente haitiano, «col passare del tempo, sono sempre più impazienti e cresce la rabbia e la furia». Inoltre, circa 4.000 detenuti sono alla macchia dopo il crollo del carcere centrale di Port-au-Prince.
fonte [igoogle]

giovedì 14 gennaio 2010

Feltri...






Il terremoto è comunista
di byoblu del pubblicato il 14/01/2010

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martedì 12 gennaio 2010

esiste il razzismo in italia?...si e la democrazia..mah!


ora riporto alcuni commenti e risposte che mi sono state inviate su youtube che chiariranno che genere di gente esista in questo mondo e che cosa combina l'ignoranza...preoccupante!

il primo è un simpatico "camerata" (i peggiori) di nome kcegvgr con il suo commento delicato:
"E tu che cazzo ne sai di cosa vuol dire convivere con negri che spacciano, datti fuoco coglione"
il secondo è storico per me..di nome ghibly999:
1 "hai 22 anni e sei cosi arrogante da voler insegnare a me la vita??? Questo mi sta proprio sui coglioni idiota proprio perche' vivo in Inghilterra che ne ho le palle piene di questi mussulmani di merda che li vedo con i miei occhi che sono razzisti nei nostri confronti che vogliono imporci la loro cazzo di volonta"
2 Meglio cosi magari ti dissolvi in merda,mi fate schifo tornate al tuo paese di merda che voi non fate un cazzo x la civilta,siete capaci solo a farvi saltare in aria e schivizzare le donne.Merdosi di merda
3 "il riso abbonda sulla bocca degli stolti" Siete merda cosa dovrei aggiungere?
halla e' un frocio? zaccaria che nome da fanatico religioso del cazzo
4 L'inica cosa che puoi fare x un mondo migliore e' andare in qaulche paese di merda musulmano e farti saltare in aria
5 Crepi e fanculo tutte le religioni ,specialmente la musulmana di merda
certe non sono pubblicabili...
un altro campione di democrazia di nome gilorry che se la prende con di pietro cosi: "Penso proprio che sia quel saltimbanco di Di Pietro e che quando era magistrato ricevette 100 milioni e mercedes da imprenditori indagati"
ma torniamo alla democrazia politica.."beh voi il rispetto non lo avete mai meritato
servi della falce e martello .. detti anche
inutili idioti...".
maturità politica..."w silvio berlusconi,o rey,il genio"
altra maturità..."e tu 6 un coglione di 23 anni ke nn ha meglio ke fare di andare a commentare i video trovati su youtube, fatti una ragazza bello"
questo è il migliore..hehehehe bene allora terronaccio del cazzo ti posso insultare ancora un po di a quella troiona di tua madre che mi ha rotto i coglioni puzza sta terrona infida e mettiti la denuncia nel culo alla fine terrone rovina d'Italia ,paese di merda ,tutti terroni del cazzo come processi dicono che l'Italia sia ultima solo alcuni paesi africani ci superano .Buffone cialtrone mafiosi del cazzo mi fate schifo" VIVA LA PADANIA!!

sabato 9 gennaio 2010

nero costa meno di bianco..



Cosa ci fanno più di diecimila immigrati irregolari nelle campagne calabresi? E' ovvio, portano benessere a chi li sfrutta. Per farlo vivono in condizioni igieniche da porcile, sono pagati poco e in nero, non hanno nessun tipo di assistenza. La risposta cieca pronta e assoluta del solito coglione terzomondista è sempre la stessa: "Sono qui da noi perché fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare!". Tutto il contrario, pagate gli italiani il giusto e ci sarebbe la fila di calabresi disoccupati per prendere il loro posto.Gli immigrati lavorano in condizioni disumane che gli italiani non possono più tollerare, per questo sono qui. E allora, ancora, chi ci guadagna? I nuovi latifondisti, la criminalità in cerca di mano d'opera a basso costo, chi affitta dei tuguri a peso d'oro? Questa è solo la prima fascia, quella più visibile. Gli immigrati sono un bacino elettorale, portano voti sia a destra che a sinistra. Sono uno strumento di distrazione di massa usato dai partiti. La Lega e il Pdl vivono dell'uomo nero, del babau. Il Pdmenoelle e dintorni del buonismo a spese delle fasce più deboli della popolazione che vivono a diretto contatto con gli emigrati e si disputano le risorse. Voti a destra, voti a sinistra. In uno Stato dove migliaia di irregolari sfilano esasperati in una cittadina, Rosarno, e la mettono a ferro e a fuoco è evidente che lo Stato non c'è più. Africani contro calabresi, in mezzo il nulla di chi non si è mai fatto carico dei flussi migratori, dell'accoglienza, dell'integrazione.Voglio l'immigrato a chilometro zero o l'immigrato integrato. Non abbiamo bisogno di nuovi schiavi, ne abbiamo a sufficienza di autoctoni. E così, una rivolta di Spartacus neri, diventa SOLO un problema di ordine pubblico, di controllo del territorio. Maroni, dico a lei anche in rappresentanza dei ministri degli Interni precedenti: "Dove erano, dove sono, le Forze dell'Ordine in Calabria, le stesse che riescono a sequestrare con occhiuta precisione un cartello 30 x 50 cm contro Schifani a un cittadino, ieri a Reggio Emilia?".Gli africani irregolari sono sempre stati lì, splendenti nel sole dei campi del Sud e a marcire nelle topaie. E dov'erano, dove sono le varie istituzioni che fracassanno i coglioni all'ultima bancarella del mercato per l'igiene, lo scontrino, la licenza, la tassa di occupazione, dove sono? E soprattutto perché le paghiamo se vedono sempre e solo il fuscello e non la trave? L'Italia è un piccolo Paese, con poche risorse e un tasso di disoccupazione da far paura. Dobbiamo avere il coraggio di dirci che gli immigrati sono in prevalenza forza lavoro sfruttata, merce per imprenditori senza scrupoli e per politici e giornalisti con la erre moscia che cianciano di pozzi avvelenati. Una risorsa preziosa per i politici che li lasciano al loro destino. E' in corso una guerra, che qualche volta esplode, tra poveri: immigrati e cittadini italiani, entrambi presi per i fondelli. Lo Stato si è fermato a Rosarno.

fonte [B. G.]

giovedì 7 gennaio 2010

via bettino craxi







Una mappa per Bettino Craxi
di byoblu del pubblicato il 06/01/2010

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