Profilo Facebook di Morpheus NoGlobal

NON DERUBATE I MORTI. Firmate!

I miei articoli

venerdì 27 agosto 2010

Per non dimenticare..




Gaza. Rapporto settimanale del Palestinian Centre for Human Rights - Pchr
Le Forze di occupazione israeliane (Foi) proseguono i loro attacchi sistematici ai danni dei civili e delle proprietà palestinesi nei Territori palestinesi occupati (Tpo)
Le Foi continuano a disperdere con la forza le manifestazioni pacifiche organizzate dai civili palestinesi.
• Decine di civili palestinesi e difensori internazionali dei diritti umani hanno sofferto per aver respirato gas lacrimogeno o riportato contusioni.
• Le Foi hanno arrestato un attivista norvegese.
• Le Foi continuano a sparare ai contadini e agli operai palestinesi nelle zone di confine della Striscia di Gaza.
• Un minore palestinese è stato ferito nel nord della regione.
• Le Foi hanno condotto 16 incursioni nelle comunità palestinesi della Cisgiordania più una nella Striscia di Gaza.
• Le Foi hanno arrestato 8 civili palestinesi – incluso un minorenne – in Cisgiordania.
• Le Foi continuano a imporre un assedio totale dei Tpo e a isolare la Striscia di Gaza dal resto del mondo.
• Le Foi hanno imposto restrizioni aggiuntive al movimento di civili palestinesi a Gerusalemme e in altre comunità della Cisgiordania durante il mese di Ramadan.
• Le truppe israeliane hanno arrestato 10 civili palestinesi – tra cui due minori – ai posti di blocco della Cisgiordania.
• Israele continua ad adottare pratiche volte a creare una maggioranza demografica ebraica a Gerusalemme.
• È stato approntato un nuovo progetto per installare un ascensore e un tunnel nel cortile di al-Buraq, vicino alla moschea di al-Aqsa.
• La municipalità israeliana di Gerusalemme ha costretto tre civili palestinesi a demolire le proprie case nel villaggio di Sour Baher.
• Le Foi proseguono nelle attività d’insediamento in Cisgiordania e i coloni israeliani continuano ad attaccare i civili e le proprietà palestinesi.
• I coloni israeliani hanno invaso una casa e dato fuoco a un tratto di terra agricola nel nord di Tulkarem.
Sommario
Abusi israeliani documentati nel periodo riportato (19 – 25 agosto 2010).
Spari. In Cisgiordania, le Foi hanno disperso con la forza le dimostrazioni pacifiche organizzate dai civili palestinesi e dagli attivisti umanitari israeliani e internazionali per protestare contro la costruzione del Muro di annessione e le attività coloniali. Decine di dimostranti hanno sofferto per il gas respirato o riportato contusioni.
Nel nord della Striscia di Gaza, un minore palestinese è rimasto ferito quando le truppe israeliane di guardia al confine con Israele hanno sparato agli operai palestinesi che stavano raccogliendo materiale edile grezzo.
Incursioni. Durante la settimana in questione, le Foi hanno condotto almeno quattordici incursioni militari nelle comunità palestinesi della Cisgiordania, arrestando otto civili palestinesi tra cui due al di sotto dei 18 anni. Le Foi hanno anche arrestato due civili palestinesi, quattro attivisti israeliani e uno di altra nazionalità.
Nella Striscia di Gaza, le Foi hanno condotto un’incursione limitata, durante la quale hanno distrutto, spianandole, alcune aree coltivate dai palestinesi.
Limitazioni ai movimenti. Israele continua ad imporre un rigido assedio ai Tpo e severe restrizioni ai movimenti dei civili palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme est occupata.

L’intero rapporto è disponibile online su:

http://www.pchrgaza.org/portal/en/index.php?option=com_content&view=article&id=6946:weekly-report-on-israeli-human-rights-violations-in-the-occupied-palestinian-territory-19-25-august-2010&catid=84:weekly-2009&Itemid=183

giovedì 19 agosto 2010

Santo cossiga





ecco le parole dell'uomo che ora verrà santificato...

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì”

per non dimenticare!

venerdì 23 luglio 2010

La Cina prima consumatrice mondiale di energia



La Cina ha raggiunto il primato mondiale per il consumo di energia secondo i dati dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA)(*). Finalmente qualcuno hasorpassato gli Stati Uniti d'America, da sempre i cannibali del pianeta. Dal 2000 la domanda di energia in Cina è raddoppiata. La Cina è la più grande consumatrice di carbone (prima nel mondo per importazioni) e nel 2009 l'Arabia Saudita ha venduto per la prima volta più petrolio alla Cina che agli Stati Uniti. Nei prossimi anni in Cina la crescita sarà esplosiva. Le riserve di combustibili fossili stanno diminuendo e nel frattempo la domanda di energia aumenta in modo esponenziale. Il mondo dell'energia è come una pozza d'acqua alla quale si abbeverano animali di tutti i tipi. Diminuendo l'acqua disponibile solo i più feroci potranno bere: i meglio armati. Alla fine, come per Highlander, forse ne resterà soltanto uno.


martedì 20 luglio 2010

un uomo imbarazzante

il dannoso EMILIO FEDE ricollega il colore delle famose "agende rosse" (il colore dell'agenda che scomparì subito dopo l'assassinio di paolo borsellino e della sua scorta nella strage di via D'amelio a Palermo) ai comunisti.
Io mi domando e dico, o è deficiente davvero o è uno psicopatico che vede rosso dappertutto!


lunedì 12 luglio 2010

il parlamento esautorato





Ormai il governo fa le leggi. Non il parlamento, già ridotto ad assemblea di commessi di partito da una legge elettorale infame la quale, com’è noto, consente a pochi capibastone di nominare i rappresentanti del “popolo sovrano”. Sulla manovra finanziaria è stato imposto il trentacinquesimo voto di fiducia in due anni. Praticamente tutte le leggi che contano negli ultimi due anni sono passate su impulso del governo e con l’applicazione di una norma prevista in casi di necessità e urgenza. Nel disprezzo del parlamento, con l’imposizione di un ricatto. Di fronte a un disegno di legge o a un maxi-emendamento blindati dal voto di fiducia, il commesso parlamentare di partito ha questa libertà: o vota senza discutere (e spesso senza nemmeno leggere) o torna a casa senza essere più ricandidato. E dire che la Costituzione, fino a prova contraria ancora vigente, stabilisce i connotati di una repubblica parlamentare e affida alla massima assemblea rappresentativa il ruolo non solo di legiferare, ma anche di dare la fiducia ai governi e di controllarne l’operato. Oggi il parlamento di fatto è stato esautorato. Se a questa stortura aggiungiamo la concentrazione in mani governative del potere economico e mediatico, l’affermazione di un modello di partito di massa leaderistico e padronale, privo di democrazia interna, e l’attacco costante alle autorità di garanzia e all’indipendenza della giustizia, capiamo bene che, al di qua della questione morale e penale, che pure è un macigno, e dei contenuti stessi delle politiche governative e delle leggi, che concorrono a disegnare una società sempre più iniqua, l’attuale involuzione autoritaria - un’eversione da svuotamento costituzionale - riguarda prima di tutto la struttura del potere formale e sostanziale, la sua abnorme e illiberale concentrazione. Che è tutt’uno con il suo uso amorale.
[pieroricca.org]

domenica 11 luglio 2010

dopo le manganellate...

LETTERA DEGLI AQUILANI AL MINISTRO MARONI
L'Aquila - Assemblea Cittadina - 11 luglio 2010

Signor Ministro,

abbiamo letto le Sue dichiarazioni riguardo la richiesta di indagine per verificare i fatti accaduti durante la manifestazione degli aquilani a Roma del 7 luglio scorso. Chi Le scrive è l'assemblea dei cittadini del presidio di Piazza Duomo, promotrice di quella manifestazione. La presente è per portare alla Sua conoscenza degli elementi in grado di aiutare lo svolgimento dell'inchiesta.

Abbiamo sentito il capo della Digos di Roma, il Questore di Roma e anche il capo della Polizia, dott. Manganelli, evocare la presenza di elementi esterni a noi estranei che avrebbero agito da agenti provocatori. La informiamo che di quel che è accaduto gli unici responsabili siamo noi, cittadini aquilani, madri, padri, figlie e figli. Di questo CI ASSUMIAMO TUTTI UNITI PIENA E UNICA RESPONSABILITA'. Tutto il resto sono delle assolute falsità.

Riteniamo nostro diritto far sentire la nostra voce pacificamente nei palazzi dove si vuol negare il futuro alla nostra terra e ai nostri figli. Questo diritto lo difendiamo, siamo determinati e uniti, senza mai retrocedere, con i nostri Sindaci e i nostri gonfaloni, sempre con le mani alzate, con i volti ben visibili e armati solamente della bandiera neroverde della nostra città (tutte rigorosamente con asta di plastica leggera). Tutti i filmati possono testimoniarlo.

Noi non abbiamo nulla da nascondere. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. I dirigenti del suo Ministero che affermano il contrario, a cominciare dal dott. Manganelli, o sono male informati o, molto probabilmente, agitano inesistenti spettri per coprire i propri errori. In entrambi i casi riteniamo che incarichi così delicati non possano essere più ricoperti da persone che mentono per coprire le proprie responsabilità screditando le Istituzioni che rappresentano.

Per questo Le chiediamo di procedere alla loro immediata sostituzione.

Siamo a Sua completa disposizione, se riterrà utile ascoltarci nell'ambito dell'inchiesta che ci auguriamo sia rapida e approfondita. Rileviamo comunque che l’attenzione data dal governo – e conseguentemente da molti mezzi di informazione – agli incidenti e alle presunte provocazioni, rappresenti solo uno spostamento dell’attenzione rispetto ai problemi e alle richieste di cui i cittadini manifestanti erano portatori: cioè il loro SOS Ricostruzione (che significa Sospensione delle tasse, Occupazione, Sostegno all’economia), e soprattutto la necessità di una legge organica sul terremoto che stabilisca tempi e finanziamenti certi e che possa consentire di riprogettate il futuro del territorio. Tutti problemi sui quali nessuna risposta è stata data dal governo.

Dal tendone di Piazza Duomo, i cittadini dell’Assemblea le porgono
Distinti Saluti

sabato 10 luglio 2010

massoni alla riscossa 2

dagli appalti truccati guarda un pò cosa si scopre?!..una nuova setta segreta massonica addetta al golpe in italia a modi propaganda due...



ci prendono per il culo e noi siamo contentissimissimi!

giovedì 8 luglio 2010

Berlusconi..."ghè penso mi"

“Come governerà Berlusconi? Con la corruzione, la menzogna e il manganello”.
Indro Montanelli 

mercoledì 7 luglio 2010

I respingimenti

avete votato la lega?! allora non fate gli ipocriti..l'italiano medio è razzista di indole..poi esistono razzismi leggeri che si fermano al disprezzo dell'uomo di colore o di chi viene dall'est e razzismi alla Rosarno o alla lega dove si arriva alla violenza inutile come la stessa lega! ricordate..permettere che un delitto sia consumato senza opporvisi equivale a commetterlo! quindi siamo tutti complici delle sevizie inflitte a questi immigrati.
Vanno bene quando colgono le patate in abruzzo o i pomodori in calabria ma appena chiedono un diritto parte l'ondata di odio e razzismo (alla lega)!
viva l'italia!

sabato 3 luglio 2010

contro il bavaglio

“Non basta digitare parole dietro una tastiera, occorre metterci la faccia”… “Contro questa legge bisogna fare le barricate nelle strade”…


martedì 29 giugno 2010

Dell'utri mafioso in appello




Dell'Utri da oggi è più innocente di prima o, se preferite, meno colpevole. Così è stata riportata dai media la sua condanna in appello a "soli" 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Pm ne aveva chiesti 11. In primo grado Dell'Utri era stato condannato a 9 anni. Un successone. Uno sconto di pena che equivale a una piena riabilitazione. Il legale di Dell'Utri, Nino Mormino, ha detto:"Con questa sentenza si mette una pietra tombale sulla presunta trattativa tra Stato e mafia durante il periodo delle stragi. Quello che ha detto Spatuzza non è stato evidentemente preso in considerazione come voleva l'accusa". Dell'Utri con queste referenze è solo senatore e questo non è accettabile. Il fondatore di Forza Italia, un partito che governa la Nazione quasi ininterrottamente da 15 anni, merita almeno il titolo di senatore a vita. Quando sarà definitivamente assolto in Cassazione, come è possibile, la Presidenza della Repubblica per lui è un obiettivo lecito. Se Mangano è stato un eroe, Dell'Utri è il vero Padre Fondatore della Seconda Repubblica. Chi meglio di lui dopo Napolitano?

domenica 20 giugno 2010

il ministro del federalismo





Ora che viene promosso ministro del Federalismo l’imputato Aldo Brancher, l’ex prete paolino poi spretato e divenuto dirigente della Fininvest e dunque deputato di Forza Italia, possiamo dire di essere arrivati oltre la frutta...

Ma come: cacciano dal governo un pover’ometto che s’è soltanto fatto pagare la casa da un altro, per giunta a sua insaputa, e poi aprono le porte a uno rinviato a giudizio per lo scandalo Bpl-Antonveneta? Ma allora lo dicano che vogliono provocare. Fra l’altro la signora Scajola ha fatto sapere che, se il marito s’è finora avvalso della facoltà di non rispondere, è stato per non inguaiare “gente più compromessa di lui”. Chissà se conviene contrariarlo: e se poi parla? Potrebbe esplodere una rissa nell’ora d’aria del Pdl, simile a quella che sta dilaniando l’Udc col simpatico scambio di vedute tra il senatore Cintola (indagato perché mandava l’autista con l’auto blu a comprargli la coca) e il segretario onorevole Cesa (arrestato nel ’93 per una trentina di mazzette, mise a verbale: “Ho deciso di svuotare il sacco”). Appena Cesa ha sospeso Cintola dal partito, Cintola – suo affezionato biografo – ha replicato: “Cesa dovrebbe sospendersi da solo, con tutto quel che ha combinato”. Ora non vorremmo che la guerra fra impresentabili riesplodesse nel centrodestra a proposito della biografia di Brancher.

Il 18 giugno 1993, quand’era il vice di Confalonieri alla Fininvest Comunicazioni, fu prelevato e sbattuto a San Vittore su richiesta del Pool di Milano, in base alle accuse di Giovanni Marone, segretario del ministro della Malasanità Francesco De Lorenzo: “Brancher venne da me a nome della Fininvest per raccomandarsi che le venisse riservata una maggiore fetta di pubblicità nella campagna anti-Aids (sulle reti Fininvest, ndr). E quando questo privilegio fu realizzato, mi fu riconoscente pagando 300 milioni in due rate”: 300 a Marone e 300 al Psi. Brancher restò in carcere tre mesi e, per trasmettergli la consegna del silenzio, B. ricorse al paranormale: “Quando Brancher era a San Vittore – ha raccontato il Cavaliere – io e Confalonieri giravamo in auto intorno al carcere per metterci in comunicazione con lui”.

La telepatia funzionò: Brancher tenne la bocca chiusa. Fu poi condannato in primo e secondo grado a 2 anni e 8 mesi per finanziamento illecito e falso in bilancio. Poi, in Cassazione, il primo reato cadde in prescrizione, mentre il secondo fu amorevolmente depenalizzato dal governo Berlusconi, di cui era sottosegretario lo stesso Brancher. Il quale, nel 2005, torna sul luogo del delitto: la Procura di Milano trova un conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla sua compagna Luana Maniezzo con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300 mila euro in due anni. Un regalino di Fiorani, come spiega lo stesso banchiere ai pm: “Con Brancher ho avuto diversi rapporti economici: una somma nel 2003 sul conto di Luana Maniezzo; nel 2004 100 mila euro che ho consegnato in ufficio a Lodi per ringraziarlo per l’attività svolta in Parlamento per aiutare Fazio; 100 mila euro nel 2005 a Roma; 200 mila euro a Lodi quando ho consegnato la busta a Brancher che la doveva dividere con Calderoli… che aveva bisogno di soldi per la sua attività politica”.
Il 26 giugno sarebbe dovuto iniziare al Tribunale di Milano il processo a suo carico per appropriazione indebita, processo finora rinviato per i suoi impedimenti parlamentari (tipo una imprescindibile missione alla Fiera di Hannover). Ma niente paura, ora che è ministro il processo non partirà nemmeno, grazie alla legge sul legittimo impedimento. L’amico B. l’ha salvato appena in tempo. E il capo dello Stato, nelle cui mani questo bel giglio di campo ha giurato ieri, ha fatto finta di nulla. Chissà com’è felice Scajola.
[voglioscendere.it]

martedì 15 giugno 2010

ma ci sono i mondiali!?


mentre l'italia intera sarà intontita dalle partite dei nostri "azzurri" la crisi che attanaglia il nostro paese ci porterà sempre più giù in questo pozzo fatto di debiti, bancarotte di migliaia di piccoli imprenditori che si suicidano come mosche, di disoccupazione che ha distrutto l'itera forza lavoro italiana...tutto questo mentre compriamo trombette e bandierine!
spero solo che gli italiani non contino troppo sulle vittorie calcistiche per dare una smossa a questo paese altrimenti in caso di sconfitta si sveglieranno più amareggiati che mai!

sabato 12 giugno 2010

ancora menzogne..minzolini!

“E’ nel sonno della pubblica coscienza che maturano le dittature.”
Alexis de Tocqueville


venerdì 11 giugno 2010

opposizione agguerrita!



"I professionisti della richiesta al presidente della Repubblica di non firmare spesso parlano a vanvera. Per il resto non ho nulla da aggiungere". Questo il monito di Giorgio Napolitano nel giorno dell'approvazione della legge bavaglio al Senato. Non si può dire che Morfeo manchi di coerenza. Lui firma sempre, è chi gli chiede di non firmare che parla, appunto, a vanvera. Resta però il senso di naufragio della democrazia, di una zattera Italia senza riferimenti, ancorata a un ultraottantenne per non affondare. Coloro che oggi si indignano in Parlamento, tranne pochissime eccezioni, sono gli stessi che hanno consegnato l'Italia a Berlusconi, che gli hanno regalato le concessioni televisive e permesso ogni conflitto di interessi. Che hanno tollerato Dell'Utri e Cuffaro in Parlamento e ridotto a mercimonio ogni azione politica e economica, dalla Bicamerale allo Scudo Fiscale. Se l'azione di governo fa ribrezzo, quella della cosiddetta opposizione fa ancora più schifo. I pdimenoellini che sono usciti dall'aula per non votare ci rimangano per sempre, nessuno noterà la loro assenza.
[beppegrillo.it]

martedì 8 giugno 2010

mercoledì 2 giugno 2010

ebrei contro israele

Ebrei contro Israele
di un ebreo americano

Sono un americano ebreo con una famiglia ebrea, e tutti insieme viviamo in un quartiere a maggioranza ebrea. Oggi ho avuto l'opportunità di misurare la reazione della comunità ebrea americana al recente attacco alla flottilla che portava aiuti umanitari a Gaza, mentre partecipavo alle celebrazioni per il Memorial Day.

La maggior parte degli ebrei con cui ho parlato oggi, con l'eccezione di una sola persona, hanno condannato l'attacco senza mezzi termini. Alcuni tra i membri della mia famiglia di religione ebraica avevano avuto informazioni sbagliate su ciò che era accaduto. Tra loro, molti pensavano che le flottilla fosse in acque israeliane, e alcuni addirittura credevano che le navi fossero piene di terroristi palestinesi che portavano armi a Gaza. Dopo avere mostrato loro i fatti per come si erano verificati, mostrando molti documenti attraverso il mio iPhone, anche questi ultimi sono inorriditi circa quello che è successo. Molti dei miei fratelli maggiori sono andati su tutte le furie chiedendosi come fosse possibile che Israele avesse compiuto una cosa simile.

Sono rimasto sorpreso nel constatare che molti, se non la maggioranza dei miei vicini, erano già correttamente informati sull'incidente ed erano molto arrabbiati. Ho sentito con le mie orecchie parlare tutto il giorno di olocausto e di come Israele si fosse abbassata al livello dei nazisti, con riferimento a Gaza e alla Cisgiordania.

Molte delle persone che hanno condannato l'attacco sono per altri versi convinti sostenitori di Israele e delle politiche israeliane nei confronti della Palestina. Ciononostante, tutti tranne una hanno condannato fermamente l'aggressione, definendola un atto di terrorismo perpetrato nel nome di Israele. Non vedo come gli stessi sostenitori ebrei di Israele possano rendersi conto di quanto sia stata sbagliata questa aggressione, e paradossalmente molte persone in questo forum possano invece trovare in qualche modo l'attacco giustificato.

Per favore ricordatevi che molti, se non la maggior parte degli ebrei americani, almeno dalle mie parti, si ostili ad Israele al riguardo di questa aggressione. Perfino i più accaniti sostenitori di Israele e delle politiche israeliane non possono giustificare quello che è successo la notte scorsa.

http://www.abovetopsecret.com/forum/thread577615/pg1

lunedì 31 maggio 2010

Israele attacca flotta umanitaria




E' ormai chiaro a tutto il mondo che Israele può agire impunemente, ignorando la carta universale dei diritti umani e qualunque trattato internazionale.

E' la nona volta che il movimento Free Gaza cerca di portare aiuti umanitari, via mare. La prima spedizione ad agosto 2008. Quella in corso, "Freedom Flotilla" per numeri e contenuti (partecipano 40 paesi), è la più massiccia. In un primo tempo Israele promise che dopo le perquisizioni del caso, avrebbe permesso tramite i corridoi da lei predisposti, l'accesso alla striscia per consegnare gli aiuti. Le sei navi, 700 partecipanti, hanno imbarcato almeno 10mila tonnellate tra cibo, medicinali, utensili di prima necessità, cemento, ma anche sedie a rotelle. Per il cemento, riferiva Israele, sarebbe stato permesso solo se subordinato a specifica utilità.

Invece nulla di tutto questo. Alla stregua del peggior atto di pirateria, la marina israeliana, stanotte verso le 4, ha attaccato. A bordo della Marmara, battente bandiera turca ha massacrato e ferito decine di occupanti. Altri feriti si contano a bordo delle altre imbarcazioni. Solo verso le 6 di stamani le notizie sono cominciate a filtrare, in un primo tempo negate da Israele che ha operato, come sua abitudine, con una vera e propria censura stampa. Da fonti militari le vittime potrebbero essere 19 o più. Dopo di che ha abbordato le altre navi, tra queste la "8000", a bordo della quale ci sono anche italiani (Angela Lano, torinese, direttrice agenzia stampa Infopal.it ,e che ha collaborato anche con il nostro giornale, Joe Fallisi, Manolo Luppichini, regista e reporter, Manuel Zani, freelance, Fernando Rossi, ex senatore della Repubblica, Monia Benini, presidente Per il Bene Comune). Gli israeliani hanno poi assunto il comando di tutte le navi, isolando tutti gli strumenti di comunicazione. In questo momento possiamo considerare, non avendo più informazioni d'alcun genere, tutti gli occupanti della spedizione, in stato di sequestro. Le ambasciate stesse non sono in grado di fornire aggiornamenti. L'ultimo contatto satellitare di Angela Lano coi familiari, è stato questa notte intorno alle 2, ora italiana. Dopo di che più nulla. Il comandante della "8000" pare sia ferito, si spera non gravemente, ma non intende essere trasportato in ospedale israeliano.

Su questo ennesimo crimine contro l'umanità a opera israeliana, per ora si sono espressi solo Grecia Turchia e Spagna. Gli altri paesi tacciono. La comunità europea butta là una timida proposta di indire una commissione.

La "Freedom Flotilla" ci dimostra cos'è un'autentica "missione di pace", ma di questa i media, disumanamente, se ne fregano. Anche questa volta, come per lo sterminio palestinese "piombo fuso", troveremo il modo per assolvere Israele in quanto ha solo agito per difesa legittima?
[www.nuovasocieta.it]

sabato 29 maggio 2010

puntare sulle energie rinnovabili




Il nucleare non è economicamente sostenibile ed è per questo che le banche lo finanziano. Le prime tre banche nucleari in Italia secondo una ricerca commissionata dalla coalizione Banktrack, di cui fa parte Greenpeace, sono UniCredit e Intesa San Paolo. Gli istituti italiani non compaiono tra le prime 10 banche finanziatrici che sono nell'ordine: BNP Paribas (Francia) (che partecipa l'italiana BNL), Barclays (UK), Citi (US), Société Générale (Francia), Crédit Agricole/Calyon (Francia), Royal Bank of Scotland (UK), Deutsche Bank (Germania), HSBC (UK / Hong Kong), JP Morgan (Stati Uniti) e Bank of China. Tre banche francesi nei primi cinque posti. Le banche italiane devono spostare i loro investimenti (soldi dei loro clienti) sulle energie rinnovabili. Per il nucleare non c'è futuro, neppure economico.

mercoledì 26 maggio 2010

un disastro!



Ecco la manovra correttiva da 24 miliardi di euro, 12 per il 2011 e altrettanti per il 2010. Consiglio dei ministri di un'ora e mezza per l'approvazione, ma prima una riunione del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con il ministro dell'economia Tremonti e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Le trattative si sono protratte fino all'ultimo e alcuni nodi sarebbero ancora da chiarire. La manovra sarebbe stato approvata con la formula ''salvo intese''. Approfondimenti sarebbero ancora in corso. Non e' ancora chiaro quale sara' il limite per la tracciabilita' dei pagamenti, se 7.000 o 5.000 euro, ed anche l'entita' dei tagli per i funzionari e dirigenti pubblici con stipendi alti. Tra le novita', potrebbe essere stata inserita una tassa di 10 euro sui turisti degli alberghi romani ed anche il contributo di solidarieta' del 10% sulle pensioni d'oro. Nel dettaglio le misure saranno rese note domani pomeriggio, quando e' prevista la conferenza stampa di Berlusconi e Tremonti. Illustrando la manovra alle Regioni e enti locali e alle parti sociali, il ministro dell'economia e' stato chiaro: ''Questa non e' una finanziaria qualsiasi. Dobbiamo gestirla tutti insieme''. Le Regioni e gli enti locali subiranno tagli di 13 miliardi nel biennio. Inoltre, blocco dei contratti pubblici, slittamento per andare in pensione, liquidazione in tre tranche per i lavoratori pubblici. MINISTERI - Taglio lineare del 10% delle spese. Ma ''ogni singolo ministero fara' la sua finanziaria'' ha detto oggi Tremonti, intendendo che ogni amministrazione decidera' dove tagliare e dove collocare le risorse sulla base delle proprie esigenze. REGIONI E ENTI LOCALI - Sono attesi da forti sacrifici. In particolare, le Regioni vedranno tagliati i trasferimenti di 10 miliardi in due anni. I comuni e le province di 3,2 miliardi. Per i governatori la manovra ''e' insostenibile''. SANITA' - Per il biennio il Servizio Sanitario Nazionale avra' una riduzione di 1,5 miliardi. Non sara' reintrodotto il ticket sulla specialistica ambulatoriale. Le risorse, pari a 840 milioni, verranno recuperate dalla farmaceutica. STIPENDI MINISTRI - Decurtati del 10% dal primo gennaio 2011. La norma vale anche per sottosegretari e parlamentari. QUIRINALE E PARLAMENTO - Anche gli organi costituzionali sono chiamati a partecipare alla riduzione della spesa pubblica. La manovra non puo' prevedere specificatamente l'entita' dei risparmi, che saranno decisi autonomamente dalle rispettive amministrazioni. Ma si stabilisce che i risparmi per il 2011-2013 siano destinati al fondo per le politiche sociali. PARTITI POLITICI - Dimezzati i rimborsi, che scende da 1 euro per voto a 0,50 centesimi. Il taglio decorre dalle prossime elezioni. BLOCCO STIPENDI - Congelamento dei cedolini per i pubblici dipendenti che non vedranno rinnovato il contratto per il triennio 2010-2012. Fermi anche gli scatti e gli avanzamenti di carriera. LIQUIDAZIONI - I lavoratori pubblici che andranno in pensione riceveranno la liquidazione in tre rate. RETRIBUZIONI STIPENTI ALTI - La misura e' stata oggetto di discussione e modifiche fino all'ultimo momento. Funzionari e dirigenti pubblici con stipendi superiori a 80.000 euro, secondo la bozza entrata al Cdm, avranno una decurtazione del 5% per la parte eccedente. Ma non e' escluso che si decida per un taglio del 5% sopra i 90.000 euro e del 10% sopra i 130.000. PENSIONI D'ORO - Possibile un contributo di solidarieta' del 10% per tre anni, dal 2011 al 2013. FINESTRE PENSIONI - Finestra 'mobile' per le pensioni di vecchiaia. Questo significa che una volta raggiunti i requisiti anagrafici (65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne) il lavoratore dovra' attendere sei mesi. Inserita un'accelerazione per l'aumento dell'eta' per le donne del pubblico impiego. Per la pensione di anzianita' dovrebbe essere prevista un'unica finistra di uscita. RISPARMI SPESE P.A. - Nelle pubbliche amministrazioni dovranno essere ridotte del 50% quelle per i contratti a termine. Molti precari, quindi, non vedranno rinnovato il contratto. Analogo taglio per spese per consulenze, convegni, mostre e formazione. Confermato per il biennio 2011-2012 il parziale blocco del turn over e la limitazione per le auto blu la cui cilindrata non dovra' superare i 1.600 cc. INVALIDITA' - Si torna ai requisiti piu' rigidi del 1988. per ottenere la pensione il grado di invalidita' sale all'80% dall'attuale 74%. LOTTA ALL'EVASIONE - Il tetto per i pagamenti in contante e' stato oggetto di trattativa fino all'ultima ora. Dall'attuale soglia di 12.500 si dovrebbe scendere a 7.000 euro o a 5.000 euro. Obbligo di emettere fattura elettronica sopra i 3.000 euro. SANATORIA CATASTALE - E' possibile regolarizzare i cosiddetti immobili 'fantasma'. Secondo le indagini dell'Agenzia del territorio sarebbero 2 milioni gli immobili che non sono censiti in catasto. A gestire l'operazione saranno i comuni, che saranno incentivati a far aumentare il gettito dalla lotta all'evasione: ad essi andra' infatti il 33% delle maggiori entrate. Le domande di regolarizzazione dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2010. STOCK OPTION E BONUS - Aggravio fiscale del 10% se superano tre volte la retribuzione fissa

domenica 23 maggio 2010

la petrolizzazione del'italia

stiamo attenti noi abruzzesi a non distruggere il nostro territorio che basato com'è sul turismo rischia un tracollo finanziario che i piccoli guadagni che spettano realmente dalla trivellazione per la ricerca di petrolio non sono nulla rispetto agli enormi costi sia economici che ambientali.

mercoledì 19 maggio 2010

macelleria messicana



La “macelleria messicana” di Genova non fu opera di un pugno di agenti colti da raptus, come si voleva far credere. Ieri sera sono stati condannati in appello i dirigenti della polizia coinvolti negli abusi alla DIaz. Sono passati quasi nove anni da quella notte. Nel frattempo - in assenza di inchieste di carattere istituzionale e disciplinare - hanno fatto tutti carriera. Con in testa Gianni De Gennaro, il quale - da Capo della Polizia - non si accorse né fu informato di nulla: così almeno dovremmo credere.

lunedì 17 maggio 2010

tagli e tagliati





Tremorti sta per suonare le campane a martello. La prossima settimana sarà annunciata la manovrina da 25 miliardi di euro. Un aperitivo. I soldi arriveranno dai tagli alle pensioni e agli stipendi dei dipendenti pubblici. Il Tremorti che falcia i redditi italiani è lo stesso Tremorti che ha stanziato, con fare da smargiasso, 5 miliardi di euro subito e altri in futuro per la Grecia. Quella Grecia che ha tagliato proprio le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici per non fallire. Tremorti è un un dadaista dell'economia, un surrealista dei conti pubblici. Riduce le pensioni italiane per dare un aiuto a chi riduce in miseria i pensionati greci. Un Robin Hood che ruba ai poveri per dare ai poveri. Un gesto incomprensibile alla mente umana.
"Così tra questa/ immensità s'annega il pensier mio:/ e ilnaufragar m'è dolce in questo mare".
E menomale che il nostro Silvietto nazionale disse "non metteremo le mani in tasca agli italiani"!
[beppegrillo.it]

venerdì 14 maggio 2010

draquila offende l'italia ?!



L’ex comunista Sandro Bondi – attuale ministro della Cultura - non va a Cannes perché dice che pur non avendolo visto sa che il film di Sabina Guzzanti sul post terremoto a L’Aquila “offende l’Italia”. Non è l’ex ministro Scajola che incassa assegni e fa il finto tonto aoffendere l’Italia. Né il costruttore Diego Anemone, che traffica in massaggi e appalti, neppure il gentiluomo vaticano Angelo Balducci, esperto di lavori pubblici e di voci bianche da lavorarsi in proprio, meno che mai l’amato Cavaliere che passa le sue serate con Putin, Gheddafi e qualche dozzina di escort camuffate da donne innamorabili. A umiliare il buon nome della Nazione è un film-inchiesta sul sangue, la polvere e il denaro inghiottiti da un terremoto che a distanza di un anno lascia ancora scoperchiati i cuori di migliaia di famiglie imprigionate nell’attesa.

Bello o brutto che sia, quello della Guzzanti è almeno un film sul mondo vero, sul qui e ora in Italia. Uno sguardo adulto sul nero che ci assedia. Non la solita commedia, per una volta.L’insulsa commediola italica, vista in infinite versioni anche quest’anno, epopea del soleggiato paesello natio, avventure di genitori eterni adolescenti con figli buoni ma non scemi, l’amante bella ma alla fine sconfitta, l’agnizione omosessuale di lui, un paio di scopate per fare incasso, argute panoramiche sul potere della tv e sulla profondità dell’ombelico.

Mai nulla (o quasi) nel cinema italiano che racconti la guerra, il petrolio, le banche, un carcere, una fabbrica, la violenza. O l’acqua sporca che sgocciola dalla politica, giorno per giorno, che quella sì, ci offende.

[voglioscendere.it]

domenica 9 maggio 2010

La cina contro l'india, due super potenze in macchina





Se gli indiani di Tata che hanno le mani su Jaguar fanno la Nano come non attendersi una risposta da una cinese DOC come la Geely, da poco entrata in possesso di un altro importante marchio europeo quale Volvo. Scatta così la battaglia tra "low cost" orientali e l'ultima in ordine di apparizione ha gli occhi a mandorla, sarà prodotta dalla Geely appunto e si chiamerà IG.

Una vettura che rischia di spodestare la collega indiana dal ruolo di vettura meno costosa del mondo, la IG varrebbe infatti l'equivalente di circa 1.700 Euro, a fronte di una Tata Nano decisamente più "cara" al prezzo di 2.800 Euro... "Rupia in più Rupia in meno...!".

La cinese sembra però avere qualche arma in più, nonostante il prezzo decisamente più basso e con un look che non farà strappare le vesti lanciando nella disperazione i clienti che non potranno acquistarla, ma tutto sommato più gradevole della Nano. Una piccola che come Oriente insegna prende "ispirazione" da chi le auto sa davvero come farle e la scelta di portiere incernieriate ad "ali di gabbiano" la dice lunga a tal proposito...

Sotto il cofano dovremmo trovare motori proporzionati al listino, ma almeno "sulla carta" più che dignitosi. In Cina la IG debutterà tra un paio d'anni con un propulsore da un litro di cilindrata e 70 Cv, mentre nel 2015 non è esclusa la nascita della prima citycar cinese mossa da un motore elettrico.

La vedremo mai in Europa? Probabilmente sì. La Geely ha recentemente acquistato il marchio Volvo e questo le consente un forte appoggio nel Vecchio Continente, anche se resta lo scoglio dei test in fatto di sicurezza. "Qui" sono decisamente più severi che altrove anche se i presupposti per promuovere la Geely IG pare non manchino... stiamo a vedere quindi, anche perché la concorrente più accreditata, la Nano appunto, qualche problema l'ha già vissuto...
[yahoo.it]

giovedì 6 maggio 2010

la ggeeennte moorrrtaaa!



questa classe politica, la classe politica tutta è destinata a morire molto presto. Perire sotto i loro stessi raggiri, sotto le loro stesse magagne burocratiche e legislative. Anche se il grande pagliaccio sarà duro a morire arriverà anche per lui la fine, perché ogni impero, per quanto potente che sia è destinato a crollare sulle sue ceneri.
Come il video descrive in due minuti ironizzando questi politici di professione sono alla fine! è arrivato il momento di ribellarsi e magari di smetterla di bruciarsi il cervello guardando pupe e secchioni e giustificandosi dicendo "è ma è per distrarsi dai problemi della vita reale", ecco l'errore perché la vita reale con tutti i suoi problemi e gradini una volta spenta la scatola maledetta si ripresenta li pronta a sbatterci in faccia la dura realtà.
In un paese che va al galoppo verso il fallimento (che ci sarà), un paese dove se non si è in cassa integrazione si lavora senza stipendio o peggio ancora si sta a casa a contare i soldi che rimangono nel conto in banca, in questo paese dove la gente guarda la TIVVVUUU' per divertirsi..ecco questo paese si sveglierà un giorno e si renderà conto di dover cominciare tutto dal principio per riconquistare tutto quello che ci hanno rubato come cittadini e come membri di uno stato, sotto il nostro naso inebriato dagli spot e dalle cretinate come ulisse con le sirene.
GRECIA DOCET

mercoledì 5 maggio 2010

Scajola e il colosseo



Dopo qualche giorno, come da consuetudinaria ipocrisia politica italiana, il ministro si dimette!
L'ha fatta davvero grossa

martedì 4 maggio 2010

Io dico no al NUCLEARE




In Abruzzo la centrale nucleare si farà. E’ sicuro il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, a Pescara per la campagna referendaria promossa dal suo partito.
«In Abruzzo hanno già deciso», ha sottolineato Di Pietro, «che la centrale nucleare la fanno, così come nel vicino Molise».
Per il leader dell'Idv si starebbe ora solo valutando dove realizzarle.
«In Abruzzo potrebbe essere costruita a Casalbordino o a Teramo, mentre in Molise a Termoli. A farla - ha ribadito - la fanno sicuramente alla faccia degli impegni che avevano preso in precedenza e prima delle elezioni, quando con artifizi e raggiri in ogni regione avevano detto che non le avrebbero fatte. Dove stanno - ha sottolineato - queste 11 regioni dove devono fare le centrali nucleari? Non tutte ad Arcore immagino, in Abruzzo sicuramente la fanno».
Di Pietro ha inoltre aggiunto che «sicuramente le regioni la Lega conta meno saranno più cornute e mazziate e per questa ragione invitiamo i cittadini con il referendum a bloccare le centrali nucleari».
E quello della localizzazione delle centrali nucleari è già diventato un vero e proprio mistero da svelare poiché ufficialmente il Ministero fino a due settimane fa ancora confermava che non c’era «nulla di definitivo né di deciso». Le voci però si rincorrono e si allargano.
Il Governo non contribuisce a fare chiarezza, il presidente Chiodi si è affrettato a smentire la notizia ma non dice che trattative sono in corso e che ci sono probabilità alte che avvenga. Sull'argomento, inutile dirlo, non c'è alcuna trasparenza nè partecipazione.
In Abruzzo, poi, c'è da dire che vi sono sono più livelli di attenzione come le perforazioni petrolifere e le centrali turbogas per l’incenerimento dei rifiuti.
«I cittadini hanno gia' scelto non volevano e non vogliono il nucleare: invece il governo e questa maggioranza lo sta riproponendo», ha aggiunto Di Pietro, «per questo cancelliamo questa legge ingiusta che creera' tanti danni alla salute e al futuro. Bisogna cancellare anche la legge che privatizza l'acqua, perche' - ha spiegato - anche chi non ha soldi deve almeno poter bere e respirare l'aria come diceva San Francesco. Cancelliamo anche la legge sul legittimo impedimento perche' come si puo' vedere dal recente caso Scajola non e' giusto avere una legge per cui i il presidente del consiglio e i ministri non possono essere processati. Noi vogliamo - ha concluso Di Pietro - presidenti del consiglio e ministri che non commettano reati: questo e' piu' giusto».
E proprio sul recente caso Scajola (invischiato in una inchiesta giudiziaria per sospetta corruzione) Di Pietro ha aggiunto:«usciamo dal ridicolo e dalla ipocrisia. Mi pare che ci siano elementi tali per cui, a prescindere dal fatto giudiziario, ci sia una responsabilità politica grossa come una casa. Scajola politicamente parlando è stato preso con il sorcio in bocca: vai a casa Scajola».
Di Pietro ha fatto poi anche un breve accenno alla prossima udienza preliminare prevista il 12 maggio di Sanitopoli, l’inchiesta che ha portato all’arresto l’ex governatore Ottaviano del Turco.
«Confidiamo nella magistratura e aspettiamo l'udienza preliminare», ha detto, «non intendiamo far diventare vittime chi deve dare ancora giustificazioni alla magistratura del proprio operato, perche' non vorremmo che scandali di questo genere vengano fatti passare poi in cavalleria. E’ difficile credere che 'tutto quel che e' successo sia dipeso dall'offerta di un chilo di mele o dallo scambio di un chilo di mele'».

mercoledì 28 aprile 2010

vietato intercettare..




L’altro giorno il Guardagingilli Angelino Jolie, candidato a stracciare il primato di peggior ministro della Giustizia detenuto ex aequo da Castelli&Mastella, delirava di “privacy” e financo di Costituzione (lui che la viola ogni volta che pensa) per giustificare la sua immonda legge sulle intercettazioni. Nelle stesse ore la Sec, l’autorità americana di controllo sulla Borsa, incriminava per frode la Goldman Sachs, già nel mirino di una commissione d’inchiesta del Congresso, che si riunisce anche nei weekend per incastrare meglio la prima banca Usa, accusata di avere speculato sulla crisi finanziaria mondiale. Le prove sono leintercettazioni di mesi e mesi di e-mail scambiate da dirigenti e manager del colosso bancario nel 2007-2008, mentre i mercati americani e poi mondiali tracollavano. Mail che ricordano per sciacallaggine le telefonate dei costruttori italiani esultanti alle prime scosse di terremoto a L’Aquila.

“Buone notizie!”, tripudiavano due manager Goldman subito dopo il crac dei mutui Washington Mutual. “Siamo messi bene, stiamo per fare soldi a palate!”, gongolava un altro all’annuncio che le agenzie di rating avevano declassato la solvibilità di 32 miliardi di titoli. Goldman scommetteva sui ribassi del mercato: un giorno incassò 51 milioni di dollari in una botta e il direttore finanziario David Viniar festeggiò: “Ecco cosa succede a quelli che non sono corti come noi”. “Corti” sono, spiega Federico Rampini su Repubblica, gl’investitori che vendono allo scoperto e speculano sul ribasso. “Abbiamo guadagnato grazie alle nostre posizioni corte”, brindava il chief executive di Goldman, Lloyd Blankfein, ora inquisito dalCongresso, che ha poteri d’indagine analoghi a quelli della magistratura. E li esercita, anziché mettere in piedi teatrini ridicoli tipo Telekom Serbia o Mitrokhin, per scovare colpevoli e complici della più grave crisi mondiale dal 1929. Commissione bipartisan: repubblicani e democratici insieme per difendere i cittadini dagli speculatori.

In Italia invece la parola “bipartisan” nasconde traffici trasversali per difendere gli speculatori dai cittadini. Negli Usa di questi scandali si occupano anzitutto il Parlamento e la Sec, poi quando occorre interviene la magistratura, che nessuno si sogna di accusare di invadenza o di accanimento o di politicizzazione (anche se i pm, i “prosecutor”, sono di nomina politica), anche perché in prima battuta scattano i controlli parlamentari e amministrativi. E, se non funzionano, si corre ai ripari. La Sec che, nella versione “light” voluta da Bush, non s’era accorta di truffe come quella da 65 miliardi di dollari targata Madoff, è stata rivoltata come un calzino. Ora la guida un mastino come l’ex procuratoreRobert Khuzami (nominato da Obama al posto del bushiano Cristopher Cox), che indaga sugl’ispettori della Sec stessa, troppo impegnati a scaricare siti e film porno per scovare i truffatori di Wall Street: l’indagine colpisce soprattutto la gestione del repubblicano Cox, eppure è stata sollecitata dal senatore repubblicano Chuck Grassley, infaticabile cacciatore di evasori fiscali (lì la destra è contro gli evasori).

Naturalmente in Italia, con la cosiddetta “riforma” del cosiddetto ministro Alfano, che vieta di intercettare i delinquenti oltre i 60 giorni e soprattutto impone che le utenze controllateappartengano a un indagato, indagini come quelle su Goldman e Sec sarebbero proibite persino ai giudici. Figurarsi alla Consob (che ha poteri perlopiù decorativi) o al Parlamento (che, invece di fare indagini, blocca quelle altrui). Mentre in tutto il mondo vanno a casacontrollori e controllati, noi ci teniamo la stessa Consob dei crac Parmalat e Cirio e delle scalate bancarie, e naturalmente gli stessi banchieri. Uno, Cesare Geronzi, coinvolto nei processi sui crac Parmalat e Cirio, s’è appena travestito da assicuratore: l’han subito promosso alle Generali. Del resto è ancora giovane: ha appena compiuto 75 anni. Può dare ancora molto, ma soprattutto prendere.

[il fattoquotidiano]

lunedì 26 aprile 2010

festa della liberazione..dai processi!




Con un giorno di anticipo abbiamo celebrato il 25 aprile criticando pubblicamente le responsabilità del presidente della repubblica Napolitano nella promulgazione dell’ultima serie di leggi vergogna, ieri pomeriggio in piazza della Scala durante la cerimonia a porte chiuse per il sessantacinquesimo anniversario della Liberazione, presenti in teatro lo stesso Napolitano e Berlusconi. La piazza era evacuata, transennata, al centro e ai lati centinaia di carabinieri, poliziotti, vigili urbani. Dietro le transenne, a decine di metri dall’ingresso della Scala, uno stuolo di curiosi, in silenzio religioso, in devota ammirazione delle auto blu. Arriviamo verso le 17, dopo aver lasciato in buone mani la nostra agorà di piazza Cordusio. Siamo in sei o sette, sorvegliati dalla Digos. Dopo cinque minuti proviamo a esibire uno striscione con la scritta: “Napolitano, basta firmare leggi vergogna!”. Inammissibile. Due agenti in borghese ci vengono addosso per strapparcelo di mano, ancora piegato: c’è il rischio che entri in qualche inquadratura e non sta bene. Resistiamo, ma non c’è verso di convincerli a mollare la presa. Inizia un parapiglia, arringo i presenti. S’alza un coro in nostro favore: “lasciate aprire lo striscione! Libertà! Libertà!”. Arriva un megafono, prelevato dall’agorà. Inizio un discorsetto richiamando il 25 aprile, spiego il senso della nuova resistenza al berlusconismo, al sovvertimento delle regole, alla pratica indegna delle leggi su misura. Non si può, non si deve. Un energumeno calvo e con occhiali scuri mi si fionda alle spalle per strapparmi il megafono. L’ho già visto: è un poliziotto. Lo attorniano altri simpatici gendarmi che mi placcano con le spicce. Resisto con il megafono stretto tra le braccia, come un rugbysta in fuga. Tra le grida di sdegno della piccola folla, gli aggressori hanno la meglio e il megafono sparisce. Continuiamo a voce noda, sorvegliati a vista da un mucchio di agenti in tenuta antisommossa e altri questurini, in tempo per vedere Formigoni provocare i contestatori con un saluto a mo’ di sfottò e la Bindi uscire tra gli applausi. Sapremo poi che anche i lavoratori della Scala hanno contestato duramente mister B. per i tagli agli investimenti nella lirica. Per loro il cerimoniale prevede anche qualche manganellata di alleggerimento. Alla fine vengo informato che il sequestro dei nostri materiali si accompagnerà all’ennesima denuncia per manifestazione non autorizzata.
[pieroricca.org]

venerdì 23 aprile 2010

giovedì 22 aprile 2010

L'Italia al 42° posto per le libertà su YouTube





Google ha messo a disposizione i dati delle richieste di rimozione ed oscuramento dai suoi servizi che i governi, a vario titolo, hanno avanzato tra il primo di luglio e il 31 dicembre 2009. E' già abbastanza inquietante che, a livello di classifica globale, risultiamo sesti. Prima di noi il Brasile con 291 richieste, la Germania con 188, l'India con 142, gli Stati Uniti con 123, la Corea del Sud con 64 e il Regno Unito con 59. Tutti gli altri 36 paesi della classifica sono dietro, ovvero fanno meno telefonate e mandano meno raccomandate chiedendo di togliere di mezzo questo o quel contenuto.

Così è come la raccontano più o meno tutti, noi raccontiamola diversa.




Cominciamo con il dire che il dato grezzo non ha alcun significato se non viene rapportato alla popolosità di un paese. Di più: per avere una stima attendibile dell'incidenza di quello che grossolanamente potremmo chiamare tasso di censura internet, il numero di richieste di rimozione sui contenuti online va rapportato al numero di internauti, cioè all'insieme delle vittime obiettivo dell'oscuramente del contenut. che coincide anche con l'insieme dei possibili autori di tutti i contenuti.
Eccovi allora una tabella che riporta la popolazione complessiva di ogni paese, il numero dei suoi internauti e il cosiddetto tasso di censura, esprimibile in casi per milione di navigatori.

Tasso di rimozione governativa di contenuti online sulla popolazione attiva
Paese Popolazione Internauti Tasso di censura (*)
India 1.156.897.766 5.000.000 28,4
Brasile 198.739.269 72.027.700 4,0
Corea del Sud 48.508.972 19.040.000 3,3
Germania 82.392.758 61.973.100 3,0
Argentina 40.913.584 20.000.000 2,1
Italia 60.213.214 30.000.000 1,9
Regno Unito 61.113.205 46.683.900 1,2
Spagna 40.525.002 29.093.984 1,1
Stati Uniti 307.212.123 234.372.000 0,5(*) casi di richieste di rimozione per milione di navigatori

La classifica è un po' cambiata. Alcuni sono retrocessi di diverse lunghezze, altri hanno guadagnato posizioni. Noi no, niente da fare: restiamo sesti.

Ora facciamo un passo avanti e notiamo che Google mette a disposizione anche la tipologia di contenuti rimossi. Si va dall'oscuramento di un blogger alla rimozione di un video, passando per l'eliminazione di un contenuto dai risultati di una ricerca, sia esso un link o un'immagine, fino ad arrivare alla rimozione di cose sconvenienti dai social network. Ovviamente mancano le richieste di rimozione da Facebook, che a differenza di Orkut non è di Google.
Inoltre accanto a molte voci, tra parentesi, figura la dicitura Court Order. Non è un caso. Una richiesta di rimozione giunta da un tribunale garantisce se non altro che tale istanza sia stata maturata attraverso un normale iter giudiziario, dunque nel rispetto delle normative vigenti. Ottimo. Cosa resta?

Il dato che salta all'occhio, al di fuori delle richieste motivate da sentenza, sono le richieste governative che riguardano la rimozione di contenuti video. In soli sei mesi, ufficiosamente (non è dato sapere a che titolo) l'Italia ha chiesto a Google di eliminare 39 video da Youtube, la Germania 70, gli Stati Uniti 63, il Regno Unito 43, l'India 15, la Spagna 11, il Brasile 1, mentre la Corea del Sud e l'Argentina se ne sono disinteressati completamente.


Tasso di rimozione video per richieste ufficiose
Paese Internauti Video rimossi Tasso di censura (*)
India 5.000.000 15 3,00
Italia 30.000.000 39 1,30
Germania 61.973.100 70 1,13
Regno Unito 46.683.900 43 0,92
Spagna 29.093.984 11 0,38
Stati Uniti 234.372.000 63 0,27
Brasile 72.027.700 1 0,01
Corea del Sud 19.040.000 0 0,00
Argentina 20.000.000 0 0,00(*) per milione di navigatori

Anche adottando il criterio della popolazione complessiva, anzichè quello del numero degli internauti, la nostra posizione in classifica non cambia: siamo il secondo paese al mondo per numero di rimozioni governative di video da YouTube, oltretutto ottenute con metodi discutibili.

Il che, ribaltato sul numero totale di paesi inclusi nella classifica Google, ci colloca al 42° posto per quanto riguarda le libertà su YouTube.
Penultimi.
[byoblu.com]

domenica 18 aprile 2010

LIberi i tre medici di emergency





L'annuncio arriva dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani sono stati liberati dopo 8 giorni dalle autorità afgane che li avevano arrestati nell'ospedale di Lashkar Gah con l'accusa di organizzare un complotto contro il governatore dell'Helmand.
I tre sono ora all'ambasciata italiana di Kabul.
Crolla miseramente la teoria del "complotto" a cui avrebbero partecipato i sanitari di Emergency in combutta con i talebani.
L'associazione di Gino Strada ha espresso tutta la sua gioia con un comunicato subito apparso sul suo sito.

Hanno avuto successo le pressioni italiane e anche la grande manifestazione "Io sto con Emergency" svoltasi ieri pomeriggio a Roma.
Gino Strara ha espresso sollevazione per "la speculazione fallita".



Frattini: una vittoria della diplomazia


Il ministro degli esteri Franco Frattini ha espresso, naturalemente, il suo più vivo compiacimento per la positiva conclusione della vicenda. "Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afgane e la coalizione internazionale nella lotta contro il terrorismo in Afghanistan", ha detto Frattini. "Questa conclusione - ha aggiunto il ministro - è il risultato dell'intensa azione condotta dalla diplomazia italiana che ha agito con straordinaria professionalità e discrezione, nel rispetto delle istituzioni afgane che l'italia e la comunità internazionale stanno aiutando a crescere".
"Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla soluzione positiva e vorrei condividere le nostre felicitazioni in particolare con i familiari dei tre italiani con cui mi sono anche personalmente tenuto in contatto in questi giorni, che ho tenuto subito ad informare degli sviluppi positivi odierni e di cui ho sinceramente apprezzato il comportamento responsabile tenuto in questi giorni difficili per tutti".




Il sollievo di Napolitano

"La liberazione dei tre operatori di Emergency in Afghanistan è motivo di sollievo per noi tutti e, in primo luogo naturalmente, per i famigliari": afferma in una nota il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
"Il governo, e per esso il ministero degli Esteri, ha operato con accortezza e fermezza, aderendo - conclude il messaggio del presidente della Repubblica - alle preoccupazioni espresse da una vasta opinione pubblica".


Cecilia Strada: "Completamente innocenti"
"Siamo felici che sono liberi, non avevo dubbi perchè sono completamente innocenti. Aspettiamo il loro rientro e il loro abbraccio con le famiglie", ha detto Cecilia Strada, presidente di Emergency. "La loro liberazione è dipesa dal lavoro di tutti sia in Italia che in Afghanistan - ha aggiunto Cecilia Strada - hanno cooperato tutti per la loro libertà".


Le notizie precedenti: l'incontro con l'inviato italiano

Nie giorni scorsi una svolta è arrivata dall'incontro tra l'inviato del governo italiano e i tre medici prigionieri a Kabul. Si attendono ora novità dal governo Karzai.
Non si sa però dove i tre siano detenuti, perché l'incontro è avvenuto in un luogo diverso da quello di detenzione.
Il diplomatico italiano ha riferito di aver trovato Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani in buona salute, e che gli hanno assicurato che finora sono stati trattati bene.
Non è stato invece ancora consentito un incontro con i loro avvocati: a quanto pare il governo italiano preferisce, per ora, non insistere su questa richiesta, per lasciare spazio a una soluzione politica della questione, prima di scendere sul piano legale.
La notizia dell'incontro ha un po' risollevato gli animi dello staff di Emergency all'ospedale di Kabul, che da cinque giorni erano in angosciosa attesa di avere notizie sulla sorte e sulle condizioni dei loro tre colleghi e amici. La più sollevata è la compagna di Marco Garatti, Susanna Haanpaa, infermiera finlandese che da anni lavora al suo fianco negli ospedali afgani dell'Ong italiana.


Strada: "Era ora"
"Era ora": così Gino Strada ha commentato la notizia che stamane i tre operatori di Emergency arrestati sono stati visitati dall'ambasciatore italiano a Kabul Claudio Glaentzer e dall'inviato della Farnesina Massimo Iannucci.
"Adesso spero che vengano liberati al più presto e che crolli questa stupida montatura", ha aggiunto Strada, specificando di non aver avuto notizie dirette sul loro strato di salute nè dettagli sull'incontro.


I 3 italiani: "Grazie per l'improvvisata"
"Grazie per l'improvvisata". Così Marco Pagani, Matteo dell'Aira e Matteo Garatti hanno accolto i diplomatici italiani che li hanno incontrati oggi a Kabul. Lo ha raccontato l'inviato di Frattini in Afghanistan Massimo Iannucci, prima di tenere una conferenza stampa in ambasciata a Kabul.
L'incontro è avvenuto in lingua inglese, ha riferito ancora Iannucci, per "non escludere" il direttore della struttura della direzione nazionale della sicurezza afghana dalla conversazione. La struttura nella quale si trovano, ha raccontato Iannucci, è un edificio "nuovo di zecca".

sabato 17 aprile 2010

quando si dice le televisioni...

però anche vianello ha le sue colpe..











Certo, fa un po' impressione...
di byoblu | del pubblicato il 16/04/2010

Tieniti aggiornato su : http://www.byoblu.com


venerdì 16 aprile 2010

addio Raimondo


E' morto un pilastro della televisione italiana, Raimondo Vianello. Nella sua comicità sempre pulita e semplice, mai volgare e senza bisogno di abbassarsi al siparietto che rappresenta ora la TV italiana..lo ricordiamo come una persona allegra e simpatica..
Addio Raimondo..

martedì 13 aprile 2010

Sosteniamo emergency

Sabato 10 aprile, militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale.
Al telefono gino strada:



Gino Strada: "Il quadro resta quello che avevamo delineato già il primo giorno. Si tratta di una aggressione all'ospedale di Emergency. Un'operazione messa insieme, preparata, premeditata e studiata per togliere di mezzo un testimone scomodo delle atrocità della guerra. E' la lettura che continuiamo a dare.
La conferma delle notizie che continuano a susseguirsi: "hanno confessato!" - poi ovviamente dodici ore dopo - "nessuno ha mai detto che avevano confessato!". E' un sintomo del fatto che questa bolla sta facendo acqua. Del resto basta guardare i filmati. Le forze internazionali smentiscono la loro presenza, e poi c'è un filmato in cui si vedono militari Inglesi nel nostro ospedale; manifestazioni popolari contro Emergency fuori dall'ospedale, e poi c'è un filmato in cui si contano ventiquattro - dico ventiquattro - persone che urlano in un campo di calcio. (segue)

Sono gli strilloni di regime: un po' di propaganda. "Trovate armi" e poi si vedono scaffali con scatole tutte in ordine e poi per terra un paio di scatole con dentro qualche arma - chissà chi ce le ha portate.
E' una grossa montatura e credo che la ragione sia molto semplice: non si vuole far sapere ciò che avviene lì. Non a caso non c'è un solo giornalista che possa seguire le operazioni della più grande campagna della NATO - così l'hanno definita loro - degli ultimi decenni e si vuole togliere di mezzo un ospedale che è poi quello che riceve le vittime di quella campagna. E siccome per il 40% i feriti sono bambini, la cosa secca un po', si preferisce cercare di far credere all'opinione pubblica che si è lì per portare la pace e la democrazia e che casomai si colpisce qualche pericolosissimo terrorista. Di un paio d'ore fa è la notizia di altri quattro civili uccisi dalle forze NATO e la notizia che le forze NATO sono state incriminate per le stragi di civili.
Non è la prima volta che si cerca di fare queste operazioni contro l'ospedale di Emergency. Adesso oramai siamo alla vigilia della nuova, grande offensiva di primavera, che vuol dire altre stragi, altri morti, altri massacri e quindi si vuole togliere di mezzo quell'ospedale.
Blog: "Cosa si può fare per sostenere Emergency in queste ore?"
Gino Strada: "La prima cosa è firmare l'appello che c'è sul sito di Emergency, una raccolta firme giusto per esplicitare questa solidarietà, questo non credere da parte dei cittadini a queste accuse infamanti, a queste montature che mettono assieme varie spie, poliziotti, militari e criminali vari. E poi credo che presto dovremo mobilitarci. Noi stiamo già pensando a una grande mobilitazione su scala nazionale per il fine settimana, se la soluzione non dovesse venire prima.
[beppegrillo.it]

venerdì 9 aprile 2010

il legittimo impedimento per il berluscones



Il berluscones si appropria di un oggetto che non gli appartiene, con la scusa che è il suo turno, e poi non lo cede più, impedendo di fatto a chiunque altro di servirsene. E' come se nel corso di una gara di staffetta qualcuno ricevesse il testimone e poi uscisse di corsa dallo stadio. E tutti dietro a urlargli di restituirlo, o perlomeno di correre verso il traguardo. Invece no, il berluscones ruba il testimone e se lo porta via. Poi, quando la gara sta per interrompersi, i giochi stanno per essere fermati, le olimpiadi stanno per essere dichiarate nulle, glli spettatori iniziano a sciamare verso l'uscita e l'incasso sta per volatilizzarsi, il berluscones si ferma e inizia a trattare. Se rivolete il vostro pezzo di legno, dovete togliermi le penalità che ho subito per essere stato trovato positivo all'antidoping.

A quel punto l'arbitro, insieme alla giuria, dovrebbe interrompere la gara, squalificarlo e far tornare gli atleti ai blocchi di partenza. E anche qui invece no. Firma un pezzo di carta che annulla le penalità inflitte e fa ricominciare la corsa dal punto in cui si era interrotta. Non importa se poi verrà dichiarata nulla e tutti avranno solo perso tempo: lui firma.



Questo è, oggi, il parlamento italiano ostaggio del berlusconismo. Un luogo dove si dovrebbero amministrare gli affari per conto e nell'interesse di tutto il popolo italiano, viceversa paralizzato da uno che ha il testimone in mano, non lo cede e minaccia di tirare già tutto lo stadio, di cambiare tutti i regolamenti se non gli si tolgono i processi penali a carico.

Lo dico io? No, lo dice l'evidenza. Lo dice chiunque non sia stato completamente rincoglionito da Maria De Filippi, dalla D'Urso, dalla D'Eusanio, dalla Bignardi, dalla Marcuzzi, da Fede e da Minzolini. E poi lo dicono i suoi legali, quelli che Berlusconi porta in Parlamento per metterli sul libro paga degli italiani, al solo scopo di cambiare le regole e la Costituzione in modo da non finire dentro. Lo dice Carlo Taormina, l'avvocato che una volta ricopriva il ruolo odierno di Ghedini e al quale il Presidente del Consiglio chiedeva non già di studiare buone norme per gli italiani, ma di studiare norme incostituzionali per sé. Con piena cognizione di causa sulla loro incostituzionalità. E lo dice Bruno Tinti, ex magistrato, che in questa intervista rilasciata a Byoblu.Com spiega il semplice meccanismo attraverso il quale, con una quindicina di leggi incostituzionali una dietro l'altra, Berlusconi potrà arrivare finalmente al suo mausoleo di Arcore senza avere mai messo piede in un tribunale.

Berlusconi non fa niente di male, in fondo. Fare una legge incostituzionale non è mica reato. Esiste la Consulta apposta. Non è colpa sua se la Consulta ci mette un anno e mezzo a esprimersi, e quando avrà bocciato la legge precedente ce ne sarà una nuova che resterà in vigore per un altro anno e mezzo. Forse, se proprio dobbiamo cercare una colpa, si potrebbe dare a Giorgio Napolitano, che è lì per fare da primo argine al sospetto di incostituzionalità. Peccato che non gliel'hanno spiegata bene e lui l'abbia capita così: se uno ha il sospetto non firma, se invece ha la certezza può firmare senza problemi.

Così, mentre i lavoratori vengono licenziati e le banche portano via le case alle famiglie, ovvero mentre l'Italia si impoverisce, lui e Niccolò Ghedini festeggiano la riuscita dei loro progetti. E siccome sono sempre più ricchi (ve lo ricordate che Ghedini dichiara un milione e trecentomila euro l'anno?), dopo l'autografo di Napolitano sul Legittimo Impedimento si vogliono fare un regalo: una tenuta da oltre mille ettari in Toscana, la Tenuta della Selva.

Invidia? No, se se la volesse comprare Sting sarei stato contento per lui: è un bravo cantante e non li ruba a nessuno. Il fatto è che, a questo punto, i soldi con cui il Presidente del Consiglio conduce una vita da nababbo cominciano ad essere i nostri. Sono nostri gli stipendi pagati a Ghedini, a Pecorella e a mezzo PDL che occupa il Parlamento esclusivamente per toglierle le castagne dal fuoco al loro presidente, e non per legiferare nell'interesse degli italiani. Sono nostri i soldi che ogni anno non guadagniamo grazie alla legge 488, art.27 comma 9 del 23 dicembre 1999 (pagina 32) voluta da Craxi prima e D'Alema poi (e Prodi non ha cambiato le cose), in forza della quale lo stato chiede a Mediaset solo l'1% dei ricavi in cambio della concessione delle frequenze statali sulle quali i Berlusconi accumulano fantastilioni e fanno campagna elettorale in barba a qualsiasi par condicio. Sono nostri i soldi degli incentivi statali erogati dallo stato per favorire le aziende produttrici di decoder per il digitale terrestre, ove il fratello del premier, Paolo Berlusconi, figurava come azionista. Sono nostri i soldi dei processi che restano aperti a vita perché lui trova sempre il modo di sottrarvisi: centinaia di milioni di euro in fumo per gli stipendi di magistrati, pm. avvocati, personale, scartoffie che forse avrebbero potuto essere evitati quasi al 100%, se il primo processo si fosse svolto e concluso regolarmente perché una volta in carcere, vuoi per il falso in bilancio, vuoi per falsa testimonianza, vuoi per corruzione di testimoni, vuoi per avere acquistato la sentenza Mondadori dal giudice Vittorio Metta, vuoi per i diritti televisivi, sarebbe stato difficile, se non impossibile, commettere tutti i reati successivi.

Forse per gli italiani non sarebbe cambiato niente, vista la scarsità di alternative, o forse no. In ogni caso io avrei preferito verificare.

[byoblu.com]

giovedì 8 aprile 2010

Le caserme che uccidono



bisogna fare qualcosa, non è possibile che i cittadini debbano avere paura di entrare in una caserma!

mercoledì 7 aprile 2010

Tremonti colpisce ancora




Il no-profit vive di offerte. Grazie ai contributi volontari dei sostenitori, associazioni come ActionAid, Amnesty International, Emergency, Unicef e tantissime altre sostengono i loro progetti e i loro interventi a favore dei più bisognosi. Tra i costi sostenuti per informare i sostenitori, quelli postali rappresentano una componente molto significativa del bilancio totale. Ora la situazione è destinata a cambiare. Anzi è già cambiata, perché grazie al decreto di Tremorti e Scajola (D.M. 30 marzo 2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 31 marzo 2010, n. 75) a partire dal 1 aprile 2010 le associazioni no-profit non potranno più contare su tariffe agevolate per le spedizioni postali. Ciò comporta un aumento di circa il 500% (cinquecentopercento) del costo di ogni singola spedizione e un drammatico aumento dei costi di struttura, a danno della quota destinata ai progetti. Le associazioni potranno decidere di continuare a informare i loro sostenitori a tariffe quintuplicate o di non informarli affatto. In entrambi i casi chi verrà colpito da questo decreto sono le persone assistite dalle organizzazioni no-profit. Sostenete l'appello delle associazioni per chiedere al governo di ritirare questa misura.
All'appello hanno già aderito le seguenti organizzazioni:
ActionAid, AIRC, AISM, AIUEF- Associazione Italia Uganda Emmaus Foundation, ALBA Onlus, Associazione Più Vita Onlus, Amnesty International, Amref Italia, Fondazione Aretè del San Raffele Onlus, CCS Onlus, Centro per la Lotta contro l’Infarto-Fondazione Onlus, CBM Italia, CESVI, COOPI, Cuore Fratello Onlus, FAI-Ambiente Italiano, Fondazione “aiutare i bambini” onlus, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione L’Albero della Vita Onlus, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Patrizio Paoletti, Fondazione Progetto Arca, Green Cross Onlus, Greenpeace, Intervita, Istituto Serafico di Assisi, LAV, Lega del Filo d’oro, Lega italiana per la Lotta contro i Tumori – Milano, Lega Italiana Sclerosi Multipla LISM, Medici Senza Frontiere, Associazione Missioni Don Bosco Onlus, Moige-Movimento Italiano Genitori Onlus, OSF, Pangea Onlus, Parada Onlus, Progetto Continenti Onlus, Save the Children Italia Onlus, Sightsavers Italia Onlus, SOS Villaggi dei Bambini Onlus, S.O.S IL Telefono Azzurro ONLUS, Terre des Hommes, Telethon, Unicef Italia, Un Ponte per, WWF Italia.

giovedì 1 aprile 2010

martedì 30 marzo 2010

elezioni regionali 2010





Il 28 e il 29 marzo 2010 si è votato in tutta Italia per le elezioni regionali. Purtroppo i votanti sono stati solamente il 64,11%, mentre il restante è restato a casa. Vediamo quindi di capire cosa e’ successo nelle tredici regioni dove si e’ votato:

Iniziamo dalla Lombardia: in testa Roberto Formigoni (centro destra) al 56,1% contro Filippo Penati (centro sinistra) al 33,3%. Formigoni e’ al quarto mandato e come si nota dalle percentuali, la vittoria della destra e’ stata nettissima;
In Liguria è in testa Burlando Claudio (centro sinistro) al 52,1% contro Biasotti Sandro (centro destra) al 47,8%. Il risultato e’ stato sin dall’inizio in bilico ed alla fine ha trionfato il candidato di centro sinistra;
Lazio: Renata Polverini (centro destra) al 51,1% contro Emma Bonino (centro sinistra) al 48,3%. Sembrava inizialmente che qui, nel lazio, era favorito il centrosinistra ed invece ha vinto Renata Polverini per quasi tre punti percentuali;
Piemonte: Mercedes Bresso, candidata del centrosinistra, raccoglie il 46,9% dei voti, contro il 47,3% di Roberto Cota, candidato per il centrodestra. Dunque un’altra regione conquistata dalla destra;
Veneto: il candidato del centrodestra Luca Zaia al 60,2% contro Giuseppe Bortolussi (centro sinistra) è a quota 29,1%. Vittoria decisamente annunciata da settimane della destra, e vittoria e’ stata, nettissima, la piu’ schiacciante del centrodestra;
Toscana: il candidato del PD Enrico Rossi (59,7%) surclassa Monica Faenzi (34,4%), rappresentante del PdL. Una vittoria nella del centrosinistra che si conferma in Toscana;
Campania: Caldoro Stefano (centro destra) al 54,2% contro De Luca Vincenzo (centro sinistra) al 43,0%. Dunqe il centrodestro torna alla vittoria anche nelle elezioni regionali della Campania;
Emilia Romagna: Errani Vasco (centro sinistra) al 52,1% contro Bernini Anna Maria (centro destra) al 36,7%. Si conferma, com’era prevedibile, la vittoria del centrosinistra.
Umbria: Marini Catiuscia (centro sinistra) al 57,2% contro Modena Fiammetta (centro destra) al 37,7%. Dunque il centro-sinistra si afferma anche in Umbria;
Nelle Marche vince il candidato di sinistra (PD) Gian Mario Spacca con il 53,2% dei voti contro il 39,7% di Erminio Marinelli del PdL. Inoltre il candidato di estrema sinistra, Massimo Rossi di Rifondazione Comunista ha ottenuto un ottimo 7,1%;
In Calabria invece vince il Partito delle Liberta’. Agazio Loiero del PD raccoglie solo il 32,1% contro il 58,1% di Giuseppe Scopelliti, il candidato del centro destra;
Basilicata: Vito De Filippo(centro sinistra)al 60,8% contro Nicola Giovanni Paglica (centro destra) al 27,9%. La piu’ netta vittoria del centro sinistra, la Basilicata conferma la propria tendenza politica assolutamente piu’ verso sinistra;
Infine in Puglia il candidato del Centrosinistra Nichi Vendola travolge Rocco Palese: 48,8% contro 42,2%. Si conferma quindi della regione quindi il candidato di centro sinistra.

Concludendo possiamo vedere la vincita del centro destra in particolare al nord, mentre in Lazio la Polverini e la Bonini hanno fatti un testa a testa fino all’ultimo minuto.
La vittoria e’ stata del Partito delle Liberta’ non e’ stata nettissima ma e’ comunque un dato evidente: se in precedenza in queste tredici regioni solo due erano di destra, ora ne ha ben sei, avendone guadagnate quattro.