Profilo Facebook di Morpheus NoGlobal

NON DERUBATE I MORTI. Firmate!

domenica 27 dicembre 2009

TFR in pericolo



vi ricordate la famosa affermazione del nostro presidente del consiglio?! quella in cui diceva: non metteremo mai le mani in tasca agli italiani..ecco, un'altra bufala mediatica per far contenti i babbioni con diritto di voto.
seguendo il video del Professor Beppe Scienza si possono capire in sommi capi i rischi che porta questa nuova manovra del governo per le pensioni di tutti i lavoratori e l'uso che lo stesso governo vuole fare dei fondi presi dal nostro TFR (trattamento di fine rapporto).
Dobbiamo cominciare a leggere meno la gazzetta dello sport e più documenti e statistiche economiche che anche se noiose, non come il grande fratello, ci mettono al riparo almeno in parte da queste minacce subdole che mettono a repentaglio il nostro diritto ad una pensione decente.
Cominciamo con ascoltare chi l'economia e più specificatamente la matematica la insegna ai nuovi professori.

sabato 26 dicembre 2009

il partito dell'amore..




“E’ in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.”
Benito Mussolini, 1932

“Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non è sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.”
Adolf Hitler, 1933

venerdì 25 dicembre 2009

BUON NATALE A TUTTI!


martedì 22 dicembre 2009

dai Vaffan..ai fatti!


iscrivetevi quì:

http://www.beppegrillo.it/movimento/iscriviti.php

domenica 20 dicembre 2009

Crisi climatica..la soluzione?



guardate il video e capirete molte cose che riguardano il business che si è creato sulla crisi climatica, che esiste, ma che è stata plasmata dai finanzieri di tutto il mondo affinchè anche questo dramma gli porti dei benefici economici...dobbiamo fermarli prima che sia troppo tardi!

giovedì 17 dicembre 2009

Calunnie gratuite e immunizzate dal parlamento



L'onorevolissimo Cicchitto, noto piduista a seguito del suo padrone Berlusconi, esterna così nel parlamento di noi tutti le sue perplessità sul lavoro di giornalisti come Travaglio e di trasmissioni come ANNOZERO, e il suo leggero disappunto sul comportamento troppo di opposizione del partito di Di pietro.
Ecco, questo primo pezzo del mio post serve a far capire come sia facile far apparire un intervento di pura aggressione passibile di denuncia penale per calunnia, come una notizia leggera e soaaaave!
ora la scrivo davvero!
Cicchitto, che fa parte del governo che ama e non di quelli che odiano, come affermava San Silvio da Arcore, si è dimenticato forse i comandamenti del suo PADRONE, e si è lasciato uscire delle cosine brutte dalla bocca...che chieda scusa in diretta ora e che venga censurato come vorrebbero farec con noi Bloggger Italiani..

mercoledì 16 dicembre 2009

se questa è informazione



e poi parlano di libertà, democrazia, e altri sogni inesistenti...
ma è possibile sentire un uomo che dice queste cose a tutto il paese?! è possibile che si dia la colpa ad un esponente dell'opposizione per il gesto di un pazzo squilibrato?ed è ancora possibile che si offendano così le persone che si oppongono al governo fallimentare di Berlusconi?
parlavano di mafiosi alla manifestazione del 5 dicembre, di comunisti farabutti, dare degli imbecilli agli italiani ogni giorno dall'alto del suo trono.
mi spiace per l'accaduto, ma mi fa schifo usarlo come fa il lecchino FEDE, di nome e di fatto, per creare un anti Di Pietrismo minaccioso...e poi parlano di istigatori!
che vergogna..

domenica 13 dicembre 2009

statuina vs Berlusconi 1-0




NO COMMENT!!

p.s. da domani lo ereggeranno a martire!

sabato 12 dicembre 2009

contro feltri un pool di avvocati





Sos No B-day. Il popolo della piazza cerca un avvocato. Per querelare Vittorio Feltri, che domenica sei dicembre chiama dalle colonne de “Il Giornale” “amici di Spatuzza” i manifestanti che sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del premier. E il popolo viola non ci sta. Per questo Giulio Nicolai, uno degli organizzatori livornesi della manifestazione, apre domenica stessa un gruppo su Facebook che ha già superato le 1600 adesioni. Obiettivo? Portare in tribunale il direttore del giornale della famiglia Berlusconi. Contattato dall’Altro quotidiano il 22enne Giulio, fondatore del gruppo, ci spiega la sua strategia: «Stiamo cercando un avvocato per capire come muoverci. Le ipotesi allo studio sono tre: o quereliamo tutti insieme Feltri, oppure gli mandiamo un migliaio di querele singole, oppure gli chiediamo direttamente un risarcimento danni da devolvere alle associazioni antimafia. Ma per il momento quello che ci serve è un avvocato». Feltri nel suo editoriale di domenica ci va giù pesante e dopo aver chiamato ”amici di Spatuzza” i manifestanti nell’occhiello dell’editoriale in prima pagina, scrive nel testo: «Duecentomila persone in San Giovanni a Roma sono inconsapevolmente (ci auguriamo) diventate picciotti, gaudiosi complici del delatore-teologo-pluriomicida accusatore svanito del presidente del Consiglio». «Quando ho sentito quelle parole alla rassegna di RaiNews24 -dice Giulio- mi è preso un colpo e ho subito pensato all’iniziativa». Quello che ostacola ora una querela di massa contro Feltri è il fatto che il popolo viola non è una persona giuridica. Non ancora almeno. Perché i manifestanti si vogliono organizzare e su internet è già partito il tam tam per decidere cosa fare per il post No B-day. Intanto, dice Giulio: «Ho scritto a Di Pietro e Grillo per cercare di sensibilizzarli all’iniziativa. Ma non credo di ottenere una risposta». E lancia un appello: «Ci serve subito un avvocato».
L'avvocato è arrivato e anche in compagnia!
fonte [altroquotidiano.it]

delirio totale



siamo arrivati ad un punto tale che non serve più argomentare le pazzie del nostro cavaliere "super", si sta distruggendo da solo e con una certa euforia aggiungerei!io sono italiano e penso una cosa, l'Italia non merita più di essere trattata in questo modo da un uomo amorale che non rispetta niente e nessuno a meno che non sia asservito ai suoi giochi di potere che oramai hanno superato ogni limite di decenza e a questo punto anche di legalità!
parla di partito dei giudici come se nulla fosse, della corte costituzionale come organo di partito...cioè è pazzia democratica allo stato puro!!! è per farmi capire come se in una partita di calcio la squadra a cui non sia concesso un rigore accusi continuamente l'arbitro di essere di parte. Scusate la bassezza dell'esempio ma purtroppo solo così si riesce ad arrivare al livello banale in cui si trova il nostro governo. Sono a dir la verità stanco di parlare di berlusconi ad ogni due miei post, vorrei parlare di clima mondiale di università cioè di cose serie ma no! non è possibile, in questo paese esiste solo il siparietto di SUPER SILVIO!!
guardate il video e deliziatevi la mente di pura dittatura populista!

mercoledì 9 dicembre 2009

la lotta alla mafia..




e fu così che il giorno dopo le dichiarazioni di Spatuzza il governo cacciò l'asso dalla manica per mostrare che loro davvero lottano contro la mafia!!! un tempismo perfetto, una notizia che oltre ad oscurare le dichiarazioni e le successive indagini del pentito mafioso, hanno fatto svanire nel nulla migliaia di persone in piazza il 5 dicembre che chiedevano le dimissioni del presidente del consiglio...ma si sa che in Italia il popolo non conta nulla.
Feltri, che io definisco "un uomo un perchè" nel suo editoriale infantile da dei mafiosi al popolo sceso in piazza, dei forcaioli e chi ne ha più ne metta, ma poi spiega che la mafia è ancora forte e che gli arresti sono solo briciole, ma allora FELTRI TI DEVI DECIDERE!!! o sei con berlusconi che dice di combattere la mafia oppure scrivi queste cose!...patetico.
Ogni tanto deliziatevi con le notizie de IL giornale che oggi parla del premier che è andato a vedere il film 2012 che lui crede rivolto alla sua persona...
http://www.ilgiornale.it/interni/berlusconi_va_cinema_vedersi_2012/09-12-2009/articolo-id=405462-page=0-comments=1
INCREDIBILE!!

lunedì 7 dicembre 2009

Spatuzza...





Circa duecento i giornalisti (anche stranieri) accreditati nell’aula bunker per spiegare ai propri lettori che nel nostro Paese la stabilità del governo può dipendere da un pentito di mafia che ha detto anche di avere visto Filippo Graviano incontrare Renato Schifani, poi diventato la seconda carica dello Stato.

Il pentito racconta di un incontro con Giuseppe Graviano al caffè Doney, a Roma:

“Graviano era esultante quando disse ‘abbiamo avuto quello che volevamo, abbiamo il paese in mano perché abbiamo persone serie, come Berlusconi e il nostro paesano, non come quei crastazzi dei socialisti che avevano preso i voti nel 1988 e 1989 e poi ci avevano fatto la guerra”’”. E chi è “il paesano”? “Marcello Dell’Utri”.

Rispondendo alla domanda su chi erano gli eletti con i “loro” voti ricorda Claudio Martelli.

Spatuzza è uno dei protagonisti della stagione più sanguinolenta, quella del ventennio 1980/2000; Lui stesso racconta di essere l’autore del furto della 126 utilizzata in via D’Amelio; il ladro del furgoncino imbottito di tritolo di via dei Georgofili; il poliziotto in divisa per il sequestro di Giuseppe Di Matteo, poi sciolto nell’acido; membro del commando che uccise padre Puglisi e di quello che cercò di uccidere Maurizio Costanzo; uomo di fiducia dei corleonesi, che gli affidarono il telecomando che avrebbe dovuto far saltare l’autobomba contro il pullman dei carabinieri nel gennaio del ’94, fuori dallo Stadio Olimpico.

Un attentato di stampo terroristico quello all’Olimpico, sottolinea Spatuzza, anzi aggiunge ”come neanche i talebani hanno mai fatto”, a causa della presenza di 50 chilogrammi di tritolo e di tondini di ferro, e con l’intervento diretto del boss Graviano. E’ li’ che sente parlare per la prima volta di Berlusconi e di Dell’Utri.

Spatuzza racconta che prima degli attentati del ‘93 imbucò cinque lettere, alcune delle quali indirizzate a testate giornalistiche. «Queste lettere – prosegue – provenivano dal boss Giuseppe Graviano. Il fatto che prima di fare un attentato mi dicessero di informare qualcuno con delle lettere è un’anomalia che mi ha fatto capire che c’era qualcosa sul versante politico».

Alla fine di gennaio del ’94 i suoi capi vengono arrestati a Milano e Spatuzza passa agli ordini di Leoluca Bagarella. La stagione delle stragi è ormai alle spalle, sugli uomini di Brancaccio inizia la pressione della Procura e in breve tempo a Palermo vengono arrestati dalle forze dell’ordine più di 400 mafiosi, compresi gli ultimi uomini d’onore: Giacalone, Pizzo e Cannella. Spatuzza si sposta al nord, e alla fine per lui arriva il salto di qualità: Messina Denaro e Brusca decidono di farlo diventare “uomo d’onore”. Ma una mattina, durante l’ennesimo blitz a Brancaccio, i poliziotti catturano Giovanni Garofalo: da tempo senza guida la cosca di Brancaccio è allo sbando, Garofalo si pente durante il trasferimento in carcere e rivela che ha un appuntamento con Spatuzza.

Gaspare Spatuzza finisce in manette quel pomeriggio e subito manifesta la volontà di collaborare. A fargli cambiare idea è la moglie, e dovrà aspettare dieci anni prima di “convertirsi”.

Oggi è in aula a confermare quanto gli disse, raggiante, Giuseppe Graviano: “Dopo l’accordo con quello di Canale 5 abbiamo il paese nelle mani”.

Spatuzza ammette di aver “vigliaccamente gioito” delle stragi in cui vengono ammazzati Falcone e Borsellino. Nel 2000 comincia la sua dissociazione da Cosa Nostra: “Io in quel momento ho deciso di amare Dio e ripudiare mammone, dove mammone è Cosa Nostra“.

«Ha detto delle cose allucinanti», è il commento di Dell’Utri. «A questo punto -ha detto parlando con i giornalisti- può venire chiunque a parlare su di me, possono venire dieci, cento Spatuzza. Ognuno viene qua e parla».

Verranno sentiti gli altri boss nel processo Dell’Utri per avere un riscontro sulle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. La corte d’appello, ha disposto l’esame con videoconferenza dei fratelli Graviano e di Cosimo Lo Nigro. L’udienza si svolgerà l’11 dicembre alle 9 a Palermo presso l’aula della prima sezione penale della corte di appello.

[agende rosse]

mercoledì 2 dicembre 2009

il regime sta finendo




Le esternazioni fatte dal Presidente Fini danno ragione a tutti coloro che si oppongono a berlusconi e al suo regime fatto di bugie e di populismo, quello vero, e non quello che viene attribuito a chi si oppone al governo con argomentazioni documentate. Ovviamente il presidente del consiglio non può più nascondere la sua preoccupazione per tutte queste vicende e tutte queste dichiarazioni di pentiti del calibro di Spatuzza, e la sua spudoratezza è arrivata ad un livello tale da annunciare, addirittura nella tv che lui chiama "pubblica e pagata dai cittadini" e io aggiungo per servirlo, che la legge AMMAZZA PROCESSI lo toglierà dai guai ma è legittimo perchè lui è stato eletto dal popolo e non può essere disturbato mentre manovra a suo piacimento il nostro Paese. Bè questo uomo mi fa paura, e non ci vuole un dotto in diritto costutizionale per capire che ogni sua iniziativa è anticostituzionale, ma tanto lo sappiamo che per modificarla basta poco.
Io vorrei ricordare a tutti che la costituzione prima di essere modificata andrebbe applicata!
riporto quì sotto il testo integrale della chiaccherata tra Fini e Trifuoggi.



Fini fuorionda parla con il procuratore della Repubblica Trifuoggi del pentito Spatuzza. Il conto alla rovescia per Berlusconi è già iniziato, tenete pronto lo spumante.
Fini: "Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perché è una bomba atomica"
Trifuoggi: "Assolutamente si... non ci si può permettere un errore neanche minimo"
Fini: "Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che... lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di..., uno è vice presidente del CSM e l'altro è il Presidente del Consiglio..."
Trifuoggi: "Però comunque si devono fare queste indagini"
Fini: "E ci mancherebbe altro"
Fini: "No ma lui, l'uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo..."
Trifuoggi: "E' nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l'imperatore romano"
Fini: "Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta.... poi in privato gli ho detto... ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto."

martedì 24 novembre 2009

i veri numeri della giustizia




Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato che andrà nel suo salotto, e nel vero senso della parola, a porta a porta per parlare agli italiani e spiegare il perchè dell'urgenza impellente di riformare la giustizia in questo periodo di crisi mondiale della disoccupazione e del tracollo economico.
ovviamente citerà fonti solo sue che nessun giornalista presente oserà contraddire, ma chiamarli giornalisti è offensivo per i veri giornalisti.
In anticipo rispetto alle bugie che il nostro presidente di propinerà ecco i veri dati della giustizia italiana ed europea...facciamoci gli anticorpi prima dell'offensiva del virus!



I veri numeri della Giustizia
di byoblu del pubblicato il 23/11/2009

Tieniti aggiornato su : http://www.byoblu.com/Lang/it-IT/page/I-tuoi-dati.aspx

domenica 22 novembre 2009

Guadagnare riciclando con il vuoto a rendere




Un nichelino in cambio di una lattina vuota. C'è un modo per fare la raccolta differenziata e guadagnarci qualche euro. È il meccanismo del vuoto a rendere, in cui i cittadini aiutano le amministrazioni locali a dividere i rifiuti per tipologia e ricevono in cambio un buono o una moneta.

L'idea non è nuova: da diversi anni, negli Stati Uniti ma soprattutto nei paesi del nord Europa è facile vedere ragazzi che cercano bottiglie di plastica o lattine di alluminio nei cestini per poi portarle in strane macchinette, che ai forestieri sembrano più distributori di caffè e cappuccini. Una coppia inglese con la spazzatura è riuscita addirittura a pagarsi il viaggio di ritorno dalla luna di miele. Adesso, finalmente, anche in Italia comincia a muoversi qualcosa.

Il pioniere del vuoto a rendere made in Italy si chiama Ecobank e i primi cittadini italiani a sperimentare il servizio sono stati i piemontesi di Valenza e Alessandria. È stata la regione Piemonte, infatti, a finanziare il progetto sperimentale. Il test, partito a inizio 2009, ha avuto un grande successo. Al di là delle più rosee aspettative: in cinque mesi nelle stazioni automatiche Ecobank sono stati conferiti 850.000 pezzi tra bottiglie e lattine.

Come funziona. La raccolta differenziata del futuro manda in pensione i cassonetti colorati per sostituirli con stazioni automatiche computerizzate. I cittadini possono conferirvi diversi rifiuti:
- bottiglie per bevande in PET (un tipo di plastica), sia trasparenti che colorate
- lattine in alluminio e acciaio
E' molto importante che bottiglie e lattine non siano schiacciate (come invece si dovrebbe fare per la raccolta differenziata classica per risparmiare spazio), che abbiano ancora l'etichetta e che siano completamente vuote.

Una volta gettate tutte le nostre bottiglie, la macchina ci consegna uno scontrino che ha pieno valore economico. Ogni bottiglia o lattina vale 2 centesimi di euro. A Valenza e ad Alessandria il buono può essere speso in due supermercati. A Venaria Reale, dove Ecobank sbarcherà nei prossimi giorni, il sistema verrà integrato con la AmsCard, una scheda per usufruire di tutti i servizi comunali: farmacie, piscine, biblioteche, mezzi pubblici. Più si differenzia, più sconti e agevolazioni si ottengono.

Il cassonetto va in pensione. Visti da fuori potrebbero sembrare dei distributori automatici di bevande, in realtà le stazioni di Ecobank sono macchine molto evolute. Questi cassonetti intelligenti pesano la bottiglia che immettiamo e leggono il codice a barre stampato sull'etichetta. Ecco perché è importante non togliere l'etichetta e non schiacciare la bottiglia. Se è tutto ok, la macchina emette lo scontrino o ricarica la card comunale e noi possiamo andare a fare la spesa. È a questo punto che entra in azione il meccanismo nascosto: le macchine compattano il rifiuto, lo separano a seconda del materiale e del colore e, infine, lo stoccano in un magazzino sotterraneo. I rifiuti sono quindi invisibili e non deturpano neanche il paesaggio urbano. Quando il magazzino è pieno (contiene all'incirca 6000 bottiglie), il sistema manda un sms all'azienda locale che provvede a svuotarlo.

Il vuoto a rendere è un sistema evoluto che fa risparmiare molti soldi agli enti locali. Grazie ai cassonetti intelligenti, infatti, non c'è bisogno di selezionare i rifiuti, di separare il Pet colorato da quello trasparente o l'acciaio dall'alluminio. I rifiuti sono già pronti per essere rielaborati, trasformati e rimessi sul mercato sotto un'altra forma.

Un sistema in espansione. Il successo di Ecobank nei comuni di Valenza e Alessandria ha convinto la regione Piemonte a estendere il modello del vuoto a rendere a tutto il suo territorio. Venaria Reale sarà il prossimo comune a convertirsi ai cassonetti intelligenti, ma l'eco si è diffusa anche al di là dei confini regionali. Diversi comuni di Lombardia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna si sono interessate al progetto, cui potrebbero presto aderire. E non è finita: negli uffici di Ecobank è arrivata anche la telefonata del comune di Roma, che nella gestione della raccolta differenziata sta avendo grossi problemi. Che sia l'inizio di una rivoluzione?

[kataweb.it]

sabato 21 novembre 2009

Approvato l’art. 15: acqua privata per tutti!





lo diceva Grillo nel suo BLOG in data 07 Marzo 2007...
Oggi, per l'ennesima volta, con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati si è concluso l’esame del decreto 135/09 il cui art. 15 sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell’acqua potabile in Italia.

Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com’è l’acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione “in house” contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.
In questi giorni è cresciuta nella società la consapevolezza che consegnare l’acqua al mercato significa mettere a rischio la democrazia. Nonostante questa mobilitazione della società civile e degli stessi Enti locali, il Governo ha imposto il voto di fiducia e non accoglie le richieste e le preoccupazioni espresse anche molti Sindaci di amministrazioni governate da maggioranze di differenti colori politici.
Ma il parlamento che fine ha fatto?! sono stanco e credo che lo siate anche voi oramai!

giovedì 19 novembre 2009

DDL "processo breve"...ammazza processi





il processo breve come lo vuole il governo o più precisamente il nostro presidente dello sconsiglio BERLUSCONI...guardate il video quì sopra e fatevi qualche calcolo, come per magia vi renderete conto che tutti i malfattori che magari hanno investito un vostro amico uccidentolo, truffato migliaia di persone rendendole nullatenenti, molestato donne e ragazzini ecc..., ecco tutto questo non sarà più perseguito!! e tutto questo solo per salvare quel furfante di SILVIO BERLUSCONI, si furfante e che mi denunci tanto sono già pronto visto che sono incensurato e quindi basta che il mio processo duri più di due anni in tribunale (primo grado) e che ci vuole, basta che il mio avvocato allunghi le udienze con qualsiasi fronzolo possibile, così la faccio franca anche io...signori che leggerete questo articolo vi voglio dire una cosa...stiamo delirando, stiamo attenti a questa gente!io ho un futuro davanti e non voglio che un vecchio pazzo rovini il mio paese e la mia vita...OPPOSIZIONE MA DOVE CAZZO SEI?!?! invece di distruggere il parlamento per proibile questa schifezza, l'ennesma schifezza di legge, l'opposizione che fa? si indigna, anzi come nella mitica canzone di Gaber "don raffaè" la politica si costerna, si indigna, si stegna ma poi si ritira con gran dignità. Il nostro problema e che questa gente non si ritira...e nemmeno con dignità dato che non l'hanno e non l'hanno mai avuta!
la frutta in cui eravamo arrivati è oramai marcia...
p.s. il 5 dicembre partecipate alla manifestazione a ROMA intitolata "BERLUSCONI HAI ROTTO", anche se i loro tg faranno finta di nulla sono sicuro che saremo in migliaia...facciamoci sentire!

martedì 10 novembre 2009

odore di colpo di stato





Se leggete i giornali.. a parte le menate sull’influenza A, sulla bufala del secolo praticamente: sapete che muore più gente per l’influenza normale. Titolo su Obama, titolo sulle catacombe dell’atomo in Francia, titolino: “ il Pdl non va, c’è aria da caserma”. “ Giustizia: le condizioni del patto, sì alla prescrizione breve, ma misure a tutela dei processi”; “la Lega Nord: intesa vicina; il Premier e la legge sottoscrivano tutti”, non c’è minimamente la percezione di quello che sta succedendo, sembra che stiano facendo delle riforme per abbreviare i tempi della giustizia. Il Giornale, dopo aver massacrato di botte tutti gli alleati affinché si appecoronassero agli ordini del Premier, adesso ci regala questi bei titoli: “ Niente messa per paura dell’islam”.
Questa è la situazione: vedete in televisione, ieri si sentiva il Tg1 dire “ allo studio alcune norme per rendere più sereno il compito del Premier di governare l’Italia”, così viene presentato, lo vogliono rendere più sereno e, soprattutto, vogliono sveltire i tempi della giustizia, no? Chi potrebbe essere contrario, se questo è il messaggio? In realtà c’è un colpo di Stato in atto, perché sta per essere siglata - speriamo non da tutto il centrodestra: da alcune cose dette da Fini sembrerebbe che i suoi uomini non siano disposti a firmarle, ma da alcune altre cose dette da Fini sembrerebbe che potrebbero essere disposti. Vedremo, tanto mancano pochi giorni, come al solito hanno fretta: hanno fretta evidentemente perché non basta loro neanche il fatto di sapere che i processi attualmente aperti sono destinati alla prescrizione e questo non può voler dire che una cosa, quello che dicevo prima, ossia che il delinquente sta continuando a delinquere anche dopo la data ultima scoperta dai magistrati. Per cui lui non spera nella prescrizione, che a noi invece risulta certa, perché lui sa di aver continuato a commettere reati anche dopo e che, prima o poi, si scoprirà e quindi la prescrizione verrà annullata, altrimenti non c’è motivo di modificare la prescrizione, visto che è praticamente certo che i suoi processi siano avviati in gran parte alla prescrizione.
Vediamo che cosa comprende questo papello, come l’hanno chiamato alcuni giornali, di Berlusconi, che è molto peggio del papello di Riina tra l’altro, perché danneggerebbe tutti i processi ovviamente: non i processi di mafia, ma tutti i processi per reati commessi anche da mafiosi, ai quali verrebbe data un’altra cadenza di prescrizione, sia per il computo finale dei termini di prescrizione e sia per il computo parziale perché, come vedremo, vogliono fare una prescrizione per ogni grado di giudizio.
innanzitutto il Cavaliere nessuno lo sapeva, ma lo si è scoperto in questi giorni, quando i suoi hanno infilato un emendamento alla Finanziaria, tramite la sua Mondadori ha un grosso contenzioso tributario da 200 milioni di Euro, dovuti e, evidentemente, non pagati. E allora che cosa sta facendo? Sta infilando un emendamento alla Finanziaria per fare in modo che, se due processi tributari arrivano in Cassazione con due sentenze conformi a favore dell’imputato, possono essere chiuse pagando solo il 5% di quello che viene contestato. Non so se è chiaro: se ti chiedono indietro soldi di tasse che non hai pagato e tu riesci a averla vinta nei primi due gradi di giudizio, alla fine, anche se ti danno torto, tu puoi pagare non quello che dovevi, ma il 5% di quello che dovevi. Se così fosse la Mondadori, se è vero che deve 200 milioni di Euro al fisco, potrebbe pagarne quanti? 10 invece di 200: capite che cosa sto dicendo, no? Che cosa è il colpo di Stato che è alle viste: deve pagare? Fa una legge in cui dice che non paga, adesso vedremo se ne fanno anche una per non risarcire il maltolto nel caso Mondadori, vedremo che cosa si inventeranno, se dovesse essere confermata anche in appello la sentenza civile del giudice Mesiano. E questo è un piccolo aspetto collaterale, dopodiché ci sono le norme sui processi: che cosa vogliono fare? Vogliono cambiare la prescrizione e introdurre la prescrizione non solo del reato, ma anche del processo.
Che cosa vogliono fare per la prescrizione? da un lato (piano A, Ghedini) taglio di un quarto dei termini di prescrizione per i procedimenti pendenti relativi a reati di non grave entità, commessi prima del 2 maggio 2006 e con pena massima fino a 10 anni. Quindi per i reati commessi fino al 2 maggio 2006, che è il giorno in cui entrò in vigore l’indulto, e con la pena massima fino a dieci anni la prescrizione viene tagliata di un quarto: sapete che era già stata quasi dimezzata con la legge ex Cirielli, che aveva raddoppiato il numero delle prescrizioni, che erano passate da cento a 200. 000 all’anno.
Con quest’altra norma è ovvio che ci saranno decine di migliaia di processi che, all’improvviso, si troveranno già prescritti anche se sono in corso, anche se stanno per finire: perché? Perché naturalmente questa porcata viene applicata ai processi in corso e perché? Perché bisogna farci rientrare il processo a Berlusconi, il processo Mills e i processi per i diritti Mediaset, essendo tutti relativi a reati che, almeno a quanto si sa o a quanto hanno scoperto i magistrati, sono stati commessi prima del 2 maggio del 2006.
Praticamente questa sarebbe una gigantesca amnistia: perché? Perché già si fa fatica a fare i processi con la prescrizione attuale, figurarsi se la riducono di un altro quarto, no? Ma non sono ancora sicuri neanche con questa norma e quindi ecco il piano B: il piano B (sempre Ghedini) è questo, prescrizione del processo; che cosa vuole dire la prescrizione del processo? Hanno preso una norma fatta dal centrosinistra, quelli del centrosinistra vivono sempre sulla luna e conseguentemente presentano delle norme che sembrano scritte per la Scandinavia, cioè per i Paesi normali, dove si fanno pochi processi e ci sono tanti magistrati per farli, per cui avevano detto “ facciamo una bella legge che stabilisca quanto deve durare al massimo il processo in ogni sua fase”, le indagini già si sa, possono durare fino a un massimo di due anni, benissimo. Poi il Tribunale le può tenere al massimo per tre anni, la Corte d’Appello al massimo per due e la Corte di Cassazione al massimo per uno, altrimenti, se non rispettano ciascun grado questi tempi, il processo si prescrive anche all’interno di una singola fase: mentre oggi il processo è difficile che si prescriva in primo grado, di solito è in appello che arriva la mannaia del fattore tempo, adesso potrebbe prescriversi addirittura in Tribunale, se il Tribunale non riesce a evadere la pratica entro tre anni da quando l’ha ricevuta. Naturalmente non stiamo parlando di un processo che resta in Tribunale tre anni perché dura tre anni, stiamo parlando di un processo che magari il G.I.P., con rinvio a giudizio, manda al Tribunale oggi, il Tribunale di solito riesce a fissare la prima udienza tra un anno, tra un anno e mezzo, tra due anni. Dovrà fissare l’udienza e fare tutto il processo da quando l’ha ricevuto a quando lo manda via entro tre anni, compresi i tempi morti: cosa assolutamente impossibile. Sono queste norme assurde, tipiche di una sinistra astratta, che vive sulla luna: per fortuna poi non l’hanno approvata, anche perché una norma del genere senza dare i soldi ai tribunali per funzionare avrebbe massacrato, falcidiato tutti i processi. E allora che cosa hanno deciso di fare? Hanno deciso di riprendere questa norma targata centrosinistra, gli Avvocati di Berlusconi e di dire “ eh, è d’accordo anche il centrosinistra, hanno fatta loro, l’hanno proposta loro”: piccolo particolare, la proposta riguardava i processi del futuro ovviamente e non i processi in corso, invece questi la vogliono calare nei processi in corso.
Alfano, nella sua relazione allo Parlamento sullo stato della giustizia, ha detto che in Italia la durata media del processo penale è sette anni e mezzo; se tu fai una prescrizione del processo che scatta dopo tre anni in primo grado, oppure dopo due anni in secondo grado, oppure dopo un anno in Cassazione, quale è la somma di queste tre prescrizioni? Tre, più due, più uno: sei. Se stabilisci che i processi devono durare sei anni ma, nei fatti, ne durano in media sette e mezzo, è evidente che tutti i processi, stando alla media fatta da Alfano, si prescriveranno o in primo grado, o in appello, o in Cassazione. Quindi capite che cosa sono disposti a fare questi mascalzoni per salvare il Presidente del Consiglio, con il giuramento sul suo papello e lo faranno come al solito, con il sorriso sulle labbra, dicendo “ ci vuole la ragionevole durata dei processi: lo dice la nostra Costituzione, lo dice la Corte Europea, che ci condanna perché durano troppo”. Certo, accorciate i processi allora, non la prescrizione: la prescrizione accorciata vuole dire che i processi continuano a durare a lungo ma, a un certo punto, muoiono. Non è una norma che abbrevia i processi, è una norma che uccide i processi: basterebbe chiamarla con il suo nome, la ammazza processi, la salva delinquenti, la salva ladri, la salva mafiosi, la salva camorristi, la salva corrotti, la salva estorsori, sequestratori, violentatori, pedofili etc. etc.. Naturalmente non troverete molti giornali che la chiamano con il suo nome: troverete invece molti giornali che diranno che è una norma contro l’eccessiva lunghezza dei processi, per abbreviare i processi, per dare certezza ai cittadini.

(M. T.)

giovedì 5 novembre 2009

il vero problema è il crocifisso?!









Il vero costo dei crocifissi
di byoblu | del pubblicato il 04/11/2009

Tieniti aggiornato su : http://www.byoblu.com


martedì 3 novembre 2009

il "CASO" Marrazzo




ricapitoliamo...il governatore della regione Lazio Piero Marrazzo, noto sia per il suo incarico ma principalmente per il suo precendete impiego come conduttore televisivo della fortunata trasmissione di tutela dei consumatori, "mi manda rai tre" è stato ed è al centro di una bufera a causa di un video molto particolare che ritrae l'onorevole in compagnia di un viados sudamericano, in mutande con tre piste di cocaina pronte ad essere sniffate con accanto la tessera di Marrazzo (cosa molto poco intelligente da parte di un politico).
Partiamo dal presupposto che il video sembra essere stato girato in un appartamento privato, da un gruppo di carabinieri che avrebbero fatto irruzione sorprendendo il governatore, quindi frutto di reato sia dal punto di vista della mancanza del mandato a perquisire e sia come si vedrà ora per il ricatto compiuto dai membri "sleali" delle forze dell'ordine e non solo.
Ora si scopre che il video è in circolazione dall' 11 Luglio scorso e che è stato cercato di vendere a diverse testate giornalistiche. Addirittura il video inquisito è stato visionato dal Presidente del consiglio che avrebbe chiamato l'onorevole Marrazzo per avvisarlo della circolazione dello stesso, dando indicazioni su che agenzia fosse in possesso del filmato (agenzia MASI) e quindi da chi acquistarlo per toglierlo dalla circolazione. La vita di questo filmato nella sua corsa alla sua vendita vede numerose persone come il direttore di libero Belpietro, il giornalista Feltri, giornalisti di OGGI, e ad ogni visita il prezzo partito da 300000 euro cala inesorabilmente fino ad arrivare nelle mani del "giornalista" Signorini che dice, fermate tutto il giro che forse lo compra panorama, ma per fare cosa?! visto che tutti coloro che lo hanno visionato lo hanno reputato impubblicabile. Questo giro ha un solo nome legale: RICETTAZIONE come da art. 684 codice penale, inoltre basta vedere un altro articolo, che è il numero 361 che dice quanto segue: il pubblico ufficiale, il quale omette o ridarda di denunciare all'autorità giudiziaria un reato di cui ha avuto notizia, nell'esercizio o a causa delle sue funzioni è punito con una multa da 30 a 516 euro. Ecco in questo caso il pubblico ufficiale indovinate chi è??? Il presidente SILVIO BERLUSCONI.
Questa vicenda mette in risalto il problema della possibilità di vendere, senza problemi, un frutto di reato grave quale il ricatto, e della consecutiva possibilità di circolazione di tale documento fino alle alte cariche di Stato senza che nessuno denunci il fatto alle forze dell'ordine.
La prima cosa da fare, nel caso in cui si venisse a conoscenza di un video che ricatta un personaggio pubblico, è denunciare i malfattori e non tenere la notizia nascosta per poi usarla a propria volta come un subricatto.

ma tanto quì non cambia nulla...viva L'idaglia!!!

mercoledì 21 ottobre 2009

lunedì 19 ottobre 2009

Governo italiano pagava talebani per tutelarsi da attacchi




Italiani brava gente...
Pagare i talebani in Afghanistan è stata un'abitudine diffusa per molti, e gli Stati Uniti sapevano già da un anno che l'Italia lo aveva fatto: lo sostiene in una intervista a SKy Tg 24 il caporedattore degli Esteri del quotidiano inglese "Times". Richard Beeston inoltre afferma, "visto che ci dicono che si tratta di spazzatura", continueremo a scavare. E preannuncia "un'intervista con un funzionario dell'amministrazione Obama che ci dice che il governo americano aveva avvertito gli italiani sulla pratica di pagare i talebani, l'anno scorso". "Molti gruppi coinvolti nelle operazioni Nato in Afghanistan hanno trattato con i talebani", afferma Beeston parlando a Sky Tg 24. "La cosa nuova in questa storia è che gli italiani non hanno detto nulla ai francesi che stavano dando loro il cambio in quella zona circa l'esistenza di questa pratica, e perciò hanno messo in pericolo le operazioni francesi". Secondo il Times, la mancata informazione ai francesi risultò nell'assalto dell'agosto 2008 in cui morirono 10 soldati di Parigi. Beeston sostiene di avere fra le fonti "funzionari dell'intelligence, soldati, tutte persone che ovviamente non vogliono essere nominate ma sono molto dentro alle operazioni Nato".
Al di là del rilievo d'una diffusa tendenza a ricorrere a tali mezzi, Beeston ha insistito su un sensazionale particolare, destinato a far maggiormente divampare la polemica: "Gli Stati Uniti avevano avvisato l'Italia già da un anno".
Si susseguono intanto le reazioni indignate dei politici italiani da Frattini a Rutelli metre le notizie stanno diventando sempre più dettagliate.

sabato 17 ottobre 2009

sentenza mondadori, risarcimento di 750 milioni di euro!!




E' di pochi giorni la notizia della sentenza di primo grado che condanna il gruppo fininvest, che fa capo a Berlusconi, a risarcire il gruppo CIR di Carlo De Benedetti di danni che ammontano a circa 750 milioni di euro. Ovviamente nel mondo politico si è trattato di una sentenza "politica" come tutte le sentenze che colpiscono il governo o suoi membri...questa oramai è la routine. Il primo commento di Marina Berlusconi, figlia del premier, è stato: "se dovessimo pagare questa somma la mediaset chiuderebbe, è una somma sconsiderata", e come fare per agitare l'opinione pubblica ed evitare questa zappata sui piedi di un gruppo che come da sentenza " http://download.repubblica.it/pdf/2009/sentenza-fininvest-mondadori.pdf " condanna mediaset al risarcimento della somma indicata. Previti, legale di Berlusconi fece scrivere la sentenza, ovviamente preparata per dare ragione al gruppo fininvest, e poi la consegnò al giudice Vittorio Metta, vecchio amico di famiglia cui telefonava notte e giorno perfino a casa – come risulta dai tabulati –, perché si limitasse a darne lettura in aula.
Ecco questo si chiama comprare una sentenza!! e non come dice Gabriele Villa "giornalista" de IL GIORNALE....«"La Fininvest vinse, ma la sentenza fu comprata". Non solo una bugia, [...] ma prima di tutto e soprattutto una colossale bufala giuridica, perché una sentenza non si compra, non si può comprare. Soprattutto non si capisce [...] come può essere stata comprata da chicchessia»
[Gabriele Villa – Il Giornale – 16 ott 2009, pag.2].
La campagna mediatica per SPUTTANARE il giudice Mesiano (che condanna con la sua sentenza fininvest) è già iniziata, prima attraverso la dichiarazione, secondo me sconcertante, del Presidente Berlusconi che al convegno tenutosi a Benevento dichiarò: "sul giudice Mesiano ne sentiremo delle belle!!" dopo di che ad annozero quando il vicedirettore de il Giornale parla di comportamenti disdicevoli dei giudice che secondo lui durante una cena prese a comiziare contro Il governo Berlusconi, sempre secondo lui, ed ora non avendo appigli seri cercano di renderlo ridicolo, ma come?! pedinandolo per le vie di Milano nella sua vita normale, attraverso il colore "stravagante" dei suoi calzini TURCHESI!!
Il regime è alla frutta...frutta secca!!

sabato 10 ottobre 2009

Lodo Alfato Incostituzionale




Come si poteva immaginare o magari sperare la corte costituzionale chiamata ad esprimersi sulla legge Alfano, impropriamente detta LODO è stata bocciata dalla Consulta per violazione dell'articolo 138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria, e dell'articolo 3, ovvero il principio di uguaglianza. La decisione è stata presa a maggioranza (9 giudici contro 6) e avrà come effetto immediato la riapertura di due processi a carico del premier Silvio Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.
Ecco quali erano le parole del Presidente del Consiglio prima della decisione:
Se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il cosidetto "lodo Alfano" «ci sarebbero danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l'impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso con danni in gran parte irreparabili».
Ecco ad oggi queste dure parole non hanno trovato conferma. L'obbiettivo del Premier erano quelle di condizionare la decisione della corte così da non far ricadere su di loro la drammaticità di una caduta di governo, invece hanno lavorato seriamente ed è stata una sentenza TECNICA e non politica e di sinistra come affermano tutti gli esponenti del PDL ora danto addosso anche al capo dello stato Napolitano che di buono fin'ora non ha fatto nulla!
BERLUSCONI è tornato un uomo processabile come noi tutti, ma sarà davvero così è per quanto?!
ai posteri, che saremo comunque noi, l'ardua sentenza.

mercoledì 7 ottobre 2009

lo "scudo" fiscale..



Cari lettori del blog, è sulla bocca di tutti la recente manovra del governo che secondo le stime del ministro dell'economia Giulio Tremonti dovrebbe portare all'italia ondate di denaro per risollevare il paese che è in ginocchio (e io aggiungo, e sai che novità).
Detta così sembra una cosa bella ma, c'è un ma! a questo SCUDO FISCALE si sono opposti in molti e il governo si è difeso spiegando che in tutti i paesi occindentali si è operato allo stesso modo. SICURO? e perchè visto che è un'operazione fatta a favore del paese tutto questo opporsi da parte dell PDmenoL e dell'Italia dei valori?!
ve lo dico subito...prima di tutto è vero chè questa opzione è stata utilizzata da molti paesi ma a differenza dell'italia più precisamente del suo governo, che quando copia lo fa anche male, si sono dimenticati di indicare i presupposti per concedere questo beneficio.
In Italia sarà possibile (anzi lo è già) far tornare capitali economici dall'estero sui quali non è stata pagata alcuna tassa con un'aliquota del 5% e con l'anonimato garantito da parte delle banche per chi richiede questa sorta di condono!
gli altri paesi?! ecco per fare l'esempio dell' USA la loro aliquota è del 49% e i nomi dei soggetti che ne beneficiano con un grande importo devono essere resi noti e quindi pubblicati.
Quindi viene il dubbio che si fa quasi certezza che questo condono giovi alle associazioni criminali e non all'italiano medio che oltre a non avere denaro all'estero forse ne vorrebbe un pò nel suo conto.
TREMONTI afferma che "non crede che le mafie si giovineranno dello scudo fiscale" e dopo un'affermazione del genere si può solo tacere!
BEVIAMO UN BEL CAFFE' tutti!

venerdì 25 settembre 2009

rapporto sulla guerra a gaza



http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/specialsession/9/docs/UNFFMGC_Report.pdf

il documento di cui sopra è il rapporto ufficiale delle nazioni unite, del giudice ebraico Richard Goldstone, sulla guerra a GAZA e dell'operazione militare israeliani " Piombo fuso ", è in inglese..troverete molte risposte alle vostre domande e moltre dissonanse con le notizie riportate all'epoca dei fatti dai TG e dai giornali tanto preoccupati per le sorti del soldato israeliano ancora prigioniero dei soldati di Hamas. Se qualcuno di voi lo sapesse era quello il vero obbiettivo della guerra, o almeno così annunciarono gli esponenti del governo Israeliano.
Sarà utile per gli interessati scoprire quanti crimini contro l'umanità sono stati imputati alle forze di Tev Aviv!
LA SVEEGLIA è SUONATA!

giovedì 24 settembre 2009

l'informazione in italia..



Siamo un paese davvero in crisi, e non parlo soltanto di quella famigerata crisi causata dalle lobby bancarie ma tornando più giù, diciamo al livello di noi comuni cittadini che non contano nulla, vorrei parlare della crisi infinita che riguarda l'informazione in Italia.
La RAI (servizio pubblico) decide di cancellare una puntata di ballarò a favore di una di Porta a Porta perche?!..per dare spazio al Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che come sappiamo non appare quasi mai " por'omo "! peccato per lui che la puntata suddetta, che da tanto l'idea di bollettino di regime, sia stata un flop dal punto di vista degli ascolti.
Questo è un paese strano davvero, quando si parla del presidente non lo si deve criticare altrimenti si passa per comunisti eversivi o peggio per " antiberlusconiani ". Quindi chi critica il governo quindi Berlusconi da circa 15 anni ininterrotti, deve smetterla!
MA DIAMOCI UNA SVEGLIATA!

mercoledì 22 aprile 2009

Il terremoto?Prevedibile!



Come volevasi dimostrare il terremoto è arrivato. Nonostante le continue scosse dovute allo sciame sismico che si riperquote da vari mesi e nonostante gli avvertimenti dati dal Dott. Giuliani che avrebbero potuto salvare moltissime vite umane, tra l'altro accusato di allarmismo e addirittura denunciato, non si è fatto nulla per proteggere la gente, ne da parte della protezione civile ne tantomeno da parte dello Stato; questo è l'ennesimo esempio di negligenza e leggerezza sui problemi che ci sono, siamo una nazione che ha perso la sua capacità organizzativa e di tempestività, l'unica nota positiva è la solidarietà dimostrata dalla popolazione; quello che mi ha lasciato più perplesso è proprio il fatto che ad aiutare i poveri malcapitati aquilani è stata la bassa borghesia, proprio quelle persone che soffrono per i loro problemi economici quotidiani. Il presidente del consiglio non poteva trovare situazione migliore per poter sfoggiare il suo carisma e il suo spirito di convincimento, illudendo quei poveretti con false speranze solo per poter accrescere la sua popolarità: è chiaro che sia così, basta vedere la faccia di Berlusconi su tutti i giornali e in tutti i TG, ma quello che lui non sà è che tra poco tempo gli aquilani, e tutto il resto degli italiani, vorranno non solo chiacchiere e rincuorazioni ma qualcosa di più, tanto per iniziare soldi che non ci sono e se ci sarà almeno 1/10 del necessario li toglieranno ovviamente da tutti noi colpendo prima di tutto il settore sanitario: aumento dei ticket (guarda caso proprio in abruzzo) e delle impegnative cup; in successione aumento delle imposte sul reddito, ricerca, università, forze di sicurezza, ecc..Quanto ancora dovrà andare avanti questa bufala?E' chiaro a tutti credo che i soldi non esistono, i fondi non ci sono, siamo una nazione con l'acqua alla gola, tanto per darvi un esempio concreto: Il debito pubblico italiano ammonta a circa 1.650 miliardi di euro nel 2008, secondo i dati forniti dalla Banca d'Italia; tale cifra corrisponde al 103,7% del PIL italiano dello stesso anno. Le prospettive di un rientro del debito entro livelli prossimi a quelli della media europea (il rapporto debito / PIL di Francia e Germania è di circa il 60%) appare quindi molto difficile credere a Berlusconi, Maroni, Brunetta, Gasparri e Tremonti in primis che dichiarano di aver trovato 10-12 miliardi di euro destinati ai terremotati e altri fondi per far ripartire l'economia: è come se, metaforicamente parlando, rubassi di nascosto dalla mia cassaforte e la mattina dopo per far vedere ai miei famigliari che c'è stato un introito ci rimettessi i soldi, il problema evidente però è che i miei si fidano di me ma i soldi sono sempre quelli, anzi di meno perchè qualcosina me lo trattengo, ora chi vuol capire capisca!

giovedì 26 marzo 2009

La vera crisi




Per loro la crisi non è mai esistita perchè hanno altri problemi a cui pensare, ad esempio a come mangiare. Siamo davvero convinti di essere in crisi?Forse per il nostro stile di vita si: ci lamentiamo quando manca per mezz'ora l'acqua di casa, ci si lamenta del costo della benzina, del precariato, degli animali che vengono maltrattati, del non poter comprare le scarpine nuove o l'ultima borsetta di Gucci; ci è del tutto estraneo che c'è un'intera generazione di esseri umani "come noi" che ha avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato al momento sbagliato, che di acqua non ne ha proprio, che la benzina la respirano per diminuire il senso della fame, che degli animali non interessa perchè devono pensare a sopravvivere, che le borse le vedono nel momento in cui le hanno finite di fare prima di essere spedite nel nostro mercato, che del saluto del Papa non gli interessa nulla se non concretizza. Numerosi studi dimostrano che la depressione è una delle patologie più diffuse nell'occidente, cioè i paesi più sviluppati: vi siete mai chiesti il perchè? Non vi sembra strano visto che siamo più fortunati? La risposta è molto semplice, più cose abbiamo, più comodità ci sono e più vizi teniamo e più andiamo alla ricerca di qualcos'altro, ad esempio della felicità, non siamo più in grado di divertirci se non sotto effetto di qualche stupefacente o dell'alcool mentre a loro basta un semplice sorriso per essere felici per tutto il giorno, anche se non hanno la forza di muovere la mascella, mentre per noi un sorriso, se non ricambiato con qualcosa di materiale, non è degno nemmeno di essere corrisposto. Vi siete sentiti un pò a disagio mentre guardavate questo video?Io sinceramente si, perchè sò che quei bambini non mangiano, non bevono, non vivono per giustificare la nostra irrefrenabile sete di potere, daltronde qualcuno deve pur soffrire, l'importante e che non siamo noi, purtroppo è questo che pensiamo in fondo al nostro cuore perchè siamo dei piccoli mostri, ma nello stesso momento ci sentiamo in colpa per tutto ciò; il problema reale è che se fossimo continuamente esposti a queste immagini, piuttosto che vedere ogni giorno in TV i cani trattati male, gli stupri e la borsa che crolla, saremmo molto più coerenti e capiremmo che anche loro hanno il diritto di vivere come noi, magari rinunciando anche a un caffè in meno al giorno. La verità è che il mondo non vuole cambiare, e chi lo vuole fare fà la loro fine.

scritto da Masoud Ali

venerdì 20 marzo 2009

Storia di un popolo dimenticato

PALESTINA


La spartizione della Palestina

Oltre alla fine del mandato britannico per il maggio 1948, l'0NU propose di risolvere la "controversia" tra palestinesi e sionisti spartendo la Palestina in uno stato ebraico (56% della superficie) ed uno stato arabo (43%), me Gerusalemme doveva essere dichiarata "Zona Internazionale" sotto controllo dell'ONU stessa. Tale piano privava automaticamente gli arabi abitanti nella zona assegnata al nuovo Stato di Israele di ogni possibilità di decidere della propria sorte. Per assicurarsi l'esecuzione del piano di spartizione, le pressioni sioniste aumentarono costantemente durante tutto il 1947 e il 1948. Al pubblico europeo e americano veniva spiegato che le rivendicazioni sioniste erano fondate sulla Bibbia e sulle sofferenze patite dagli ebrei sotto il nazismo e il fascismo. Tutti gli Stati, membri o no dell'ONU, che si erano opposti alla spartizione furono minacciati o ricattati dall'America. Infine, il 29 novembre 1947, l'Assemblea Generale dell'ONU adotto' il piano di spartizione con 33 voti favorevoli, 13 contrari e 10 astenuti. Ai sionisti fu dato uno Stato, insediato nel punto di collegamento tra Asia ed Africa, senza il libero consenso dei palestinesi e di alcun'altra nazione circondaria, africana o asiatica. I voti decisivi -dichiarò al Congresso Americano un deputato- furono quelli di Haiti, Liberia, Filippine. Questi voti bastarono per riportare la maggioranza dei due terzi. In precedenza questi paesi avevano votato contro la spartizione. Le pressioni esercitate su di essi dai nostri rappresentanti ufficiali e da privati cittadini americani sono un atto riprovevole nel loro e nei nostri confronti.


Deir Yassin
Presso le alture ad Ovest di Gerusalemme, Deir Yassin era un villaggio come tanti altri, 300 abitanti in tutto. Gli israeliani pensarono di compiere lì una "azione esemplare" che servisse a convincere i palestinesi ad abbandonare collettivamente la zona. La spedizione fu organizzata ed eseguita dal capo dell'Irgun, Menachem Begin. Le sue truppe circondarono il villaggio, all'alba del 9 aprile 1948, ed uccisero sistematicamente 250 abitanti: uomini, donne, bambini. Di proposito la notizia fu sparsa in tutti i villaggi, utilizzando i pochi superstiti, organizzando conferenze stampa, riproduzioni fotografiche del villaggio distrutto, volantini incitanti a fuggire. Inizio' allora l'esodo in massa dei palestinesi. Lo stesso Begin, capo del governo racconta: Dappertutto noi eravamo i primi a passare all'azione. Gli arabi, spaventati, cominciarono a fuggire. L'Haganah compiva attacchi vittoriosi su altri fronti, mentre le forze ebraiche continuavano ad avanzare verso Haifa come un coltello nel burro. Presi dal panico, gli arabi scappavano gridando: "Deir Yassin". La reazione degli arabi, e le proteste di quasi tutti i paesi extraeuropei (tra i quali, solo il Sudafrica si schiero' apertamente con i sionisti), costrinsero le Nazioni Unite a riesaminare la spartizione. La situazione in Palestina era allora la seguente: dopo trenta anni di dominazione inglese in Palestina, la comunita' ebraica era diventata 12 volte piu grande che nel 1917 e rappresentava quasi un terzo della popolazione. Le terre in suo possesso -come proclamava la legge costituzionale dell'Agenzia Ebraica (1929)- dovevano "essere registrate a nome del Fondo Nazionale Ebraico, affinchè divenissero proprietà inalienabile del popolo ebraico" . Avevano dunque il carattere di extraterritorialita' e non potevano piu' essere ricomprate dagli arabi. Si era cosi formato uno "stato nello stato", anche se, per la forte resistenza dei palestinesi a vendere le loro terre, i massicci sforzi degli ebrei colonizzatori avevano portato, dopo vent'anni, all'acquisto di meno del 6% delle terre di Palestina. Quando l'ONU votò il piano di spartizione l'Agenzia Ebraica ordinò di operare il tutto per tutto e di mettere il mondo di fronte al fatto compiuto: il 1948 doveva diventare l'anno del terrore sistematico attuato per allontanare gli arabi dalla Palestina. L'obiettivo era la conquista della maggior quantita' possibile di territorio. Si attaccarono militarmente villaggi e terre con valore strategico, specialmente nelle zone assegnate, nel progetto dell'ONU, allo Stato arabo. Si utilizzò la minaccia di "fare di ogni villaggio una nuova Deir Yassin" per convincere gli abitanti delle regioni controllate dagli ebrei ad evacuare.

L'esodo

Dopo la strage di Deir Yassin comincio' l'esodo dei palestinesi, costretti ad abbandonare ogni loro avere e ad incamminarsi verso gli sterminati "campi profughi" che l'ONU generosamente preparava nella valle del Giordano. A nulla valse la reazione militare degli stati arabi che, all'atto della scadenza del mandato britannico (15 maggio 1948), tentarono di respingere gli ebrei sionisti nelle zone di partenza. Tali stati, completamente in mano ad aristocrazie feudali vendute agli inglesi o agli americani (Giordania, Arabia saudita), obbedirono immediatamente al comando lanciato dall'ONU una settimana piu tardi. Gli ebrei sionisti invece, avendo la possibilita' di giustificare la loro azione come rivendicazione, continuarono le ostilita' occupando con facilita' nuovi territori, servendosi di aerei e carri armati forniti in continuazione dagli USA. Giunsero ad eliminare fisicamente il mediatore dell'ONU, conte Bernadotte, che aveva presentato un progetto per il ritorno dei profughi in Palestina. Quando nel 1949 i sionisti accettarono l'armistizio proposto dall'ONU, essi controllavano il 78% della Palestina, mentre le proprieta ebraiche legali all'interno di quel territorio ne costituivano il 7%. In quel periodo di tempo, quasi un milione di palestinesi fu costretto ad abbandonare la patria e solamente 170mila poterono restare nelle terre occupate dai sionisti, che per proprio conto, avevano proclamato lo "Stato d'Israele". Quindi in nome di una "guerra di difesa" Israele oltre il 56% del territorio concesso dall'ONU si appropiava di un altro 22%, l'ONU copiva il misfatto riconoscendo ed ammettendo il nuovo stato nel concerto delle "Nazioni Sovrane" del mondo, e così facendo privava i palestinesi del diritto a costituirsi come stato. Israele non si fermò e scatenò infatti altre guerre contro gli arabi e i palestinesi nel 1956 e nel 1967 occupando ancora la Cisgiordania, la striscia di Gaza, il golan Siriano, il Sinai egiziano ed in seguito una gran parte del Libano, contemporaneamente distruggendo decine di villaggi nelle zone occupate. La conseguenza fu una nuova diaspora del popolo palestinese costretto ad abbandonare tutto ed a dirigersi verso i paesi arabi vicini ospite indesiderato accolto in campi profughi in condizioni sub-umane costretto all'ozio e all'inattivita', impossibilitato ad inserirsi nella vita produttiva dei paesi in cui ha trovato rifugio. I palestinesi si resero conto che la difesa dei loro diritti e la riconquista della loro terra sono possibili fidandosi sulle loro forze, si organizzavano quindi a livello di massa ed organizzavano la loro lotta, espressione di volontà di un popolo di liberare la propria patria, si creavano così le basi del movimento di liberazione nazionale che si configura oggi nell'OLP;

Che cosa e' l'OLP

E' l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina che il popolo palestinese (sotto l'occupazione e in diaspora) ha scelto per rappresentare la sua lotta, oggi riconosciuta in 117 paesi nel mondo quale unico e leggitimo rappresentante del popolo palestinese, e membro osservatore delle Nazioni Unite e membro effettivo, nei paesi non allineati, nella conferenza dei paesi islamici e nella lega araba, e formato da un comitato esecutivo (governo) di 15 membri inesso sono rappresentate tutte le componenti politiche del movimento di resistenza palestinese. Questo comitato viene eletto dal Consiglio Nazionale Palestinese (parlamento) che a sua volta viene eletto da tutte le organizzazioni di massa politiche sociali e culturali (Unione generale di: Lavoratori, Donne, Studenti, Avvocati, Insegnanti, Medici, Farmacisti, ecc.). La lotta del popolo palestinese non e' una lotta contro gli ebrei inquanto comunità etnica e religiosa ma contro il movimento sionista inquanto espressione di "Colonizzazione" basata su un sistema teocratico "Razzista" ed "Espansionista".

Il Sionismo

Nacque in Europa orientale negli ultimi anni dell'800 teorizzando la fondazione di uno "Stato ebraico" per tutti gli aderenti alla fede ebraica in quanto gli ebrei costituiscono una minoranza che non riesce a trovare un proprio inserimento nella vita economica sociale-culturale dei vari paesi in cui essi vivono, ma questa teoria altro non era che l'espressione del disagio in cui veniva a trovarsi la borghesia commerciale ebraica nei paesi dell'Est europa, nel momento in cui si sviluppava il capitalismo con la sua borghesia i cui interessi si scontravano con quelli della borghesia ebraica. Il capitalismo utilizzava il razzismo anti ebraico (Ipogrom) proprio per potersi sbarazzare di questi temibili concorrenti nella direzione delle economie locali. Alla borghesia ebraica non restava dall'altro lato che il destino dell'assorbimento nel proletariato locale oppure la ricerca di uno sbocco esterno (una colonia). Il movimento sionista optò per la colonizzazione, si delineava a questo punto "il problema" sulla scelta del luogo dove far sorgere (lo stato ebraico) il movimento sionista fu diviso fra chi voleva un pezzo di terra in Argentina, chi in Africa orientale, per altri ancora la Palestina, che allora faceva parte dell'Impero Ottomano, popolata da una maggioranza di palestinesi musulmani e da poche migliaia di palestinesi cristiani ed ebrei. Nel I congresso del movimento sionista riunito a Basilea nel 1897 sotto la guida di Teodor Herzl prevalse la tesi di chi optò per la "Colonizzazione della Palestina", in seguito a ciò, gli ebrei che si riconoscevano nel "Sionismo" (e cioe' meno dell'1% degli ebrei di tutto il mondo) prepararono un programma per la colonizzazione della regione. Questa colonizzazione prevedeva due progetti, quello massimo che seguendo la frase biblica mirava ad occupare il territorio compreso tra i due fiumi "dal Nilo all'Eufrate", e ancora oggi sostenuto dal clero rabbinico e dai partiti di governo, mentre quello minimo riguardava l'occupazione di un territorio comprendente oltre la Palestina, la Giordania, il sud del Libano ed il sud ovest della Siria. Ma il Sionismo non mirava solo alla occupazione di questi territori ma prevedeva lo svuotamento della popolazione originaria allo scopo si di continuare l'emmigrazione ebraica ma soprattutto di creare uno stato puramente confessionale "ebraico" (espulsioni in massa della popolazione palestinese residente, massacri, etc.). A questo punto si fa notare che ancora oggi il Sionismo continua la sua politica in seno allo stato di Israele.

Lo Stato d'Israele

A 40 anni dalla sua nascita, lo Stato d'Israele non ha una costituzione scritta. Bisogna ricorrere alla dichiarazione della sua fondazione e ad altri documenti ufficiali per capire di che tipo di stato si tratta, chi ne è cittadino, quali garanzie offrono le sue istituzioni. Le due leggi fondamentali dello Stato, la legge del ritorno e la legge sulla nazionalità confermano il carattere discriminatorio razziale, infatti, mentre riconosce il diritto automatico alla cittadinanza ad ogni ebreo che emigra nel paese (ed e' ben inteso che l'ebreo e riconoscibile dalla sua ascendenza, e piu' precisamente dal fatto di essere di madre ebrea) ignora i diritti civili e religiosi dei palestinesi abitanti (da sempre) in Palestina. Per chiarire le intenzioni della politica israeliana basta leggere queste parole scritte da Y. Waitz, ex capo del dipartimento per la colonizzazione dell'Agenzia Ebraica e riportate nel giornale israeliano "Davar" il 29-9-1967: "Detto fra noi, sia chiaro che in questo paese non c'e posto per entrambi i popoli... l'unica soluzione è l'Eretz Israele, almeno Israele occidentale, senza arabi. Non c'e altra soluzione che trasferire gli arabi da qui ai paesi vicini, trasferirceli tutti, senza risparmiare nessun villaggio, neppure una tribù". Il carattere teocratico dello Stato si manifesta anche nella profonda compenetrazione tra legislazione civile e precettistica ebraica. Tutte le cariche più importanti sono assegnate ad ebrei praticanti, e la presenza del clero rabbinico è d'obbligo in tutte le decisioni piu' importanti nella vita del paese. Il clero ha soprattutto funzione di stimolare il "patriottismo" degli ebrei, ricordando che il loro dovere è quello di portare la nazione alla dimensioni volute dalla Bibbia "dal Nilo all'Eufrate". A questo proposito va però subito chiarito che l'oscurantismo rabbinico trae soltanto una parte dalla propria forza dall'appoggio dei partiti di estrema destra che rappresentano una minoranza dell'elettorato. La sua forza reale dipende dall'Adesione all'ideologia Sionista, di tutti i partiti che sinora si sono succeduti al governo, compreso il Partito Laburista, fortemente responsabile della tragedia del popolo palestinese. L'economia di Israele è assai precaria, un dato molto rilevante è l'inflazione sempre alta, che è passata dal 50% nel 78 al 200% nell'82 ed oggi e di circa 400%, cio' si spiega col fatto che l'economia israeliana e' un'economia di guerra. Le spese militari rappresentano oltre il 30% del prodotto nazionale lordo e riducono quindi gli investimenti in altri settori dell'economia e della società (sanità, educazione, ecc). Israele ha infatti oggi una potente industria bellica: un israeliano su cinque produce armi e le esportazioni del materiale bellico raggiungono i 14 milioni di dollari l'anno. La scelta dell'industria bellica è dunque fondamentale per l'economia di Israele. Inoltre, va sottolineato che la sopravvivenza economica di Israele si spiega solo con gli ingenti aiuti che ha ricevuto dall'estero, primo fra tutti gli Stati Uniti che solo dal 1948 al 1968 ha concesso oltre 11 miliardi di dollari, tuttora Israele non solo riceve circa 7 miliardi di dollari all'anno dagli Stati Uniti (metà dal governo, a fondo perduto, e metà dalle associazioni ebraiche americane) ma è lo Stato più assistito del mondo poichè riceve sotto forma di aiuti un ammontare pari al 30% del suo prodotto nazionale lordo. A conferma del ruolo d'Israele come testa di ponte degli interessi economico-militari dell'imperialismo mondiale in particolare di quello americano in Medio-Oriente, va considerata la sua politica verso i paesi del Terzo Mondo dall'addestramento militare dei paracadutisti di Mobutu e delle guardie di Haile Selassie, al suo commercio d'armi con il Cile, Sudafrica, ecc. Come gli alleati politici anche i partners commerciali sono scelti con accuratezza.

L'espansionismo di Israele

La ragione della politica espansionistica di Israele è una: conquistare tutto il territorio che corrisponde alla ideologia sionista. Può sembrare assurdo al giorno d'oggi che un paese possa conquistare dei territori con la forza, eppure è quanto avvenuto con Israele, il cui territorio è circa 5 volte quello previsto dalla spartizione dell'ONU del 1947. D'altronde, finchè Israele afferma di essere lo stato di "tutti gli ebrei del mondo", deve prevedere di ospitare i 10/15 milioni di ebrei che ancora non vi sono immigrati, preferendo stare nei loro vari paesi di appartenenza. I dirigenti israeliani spiegano le loro conquiste territoriali con il fatto che Israele ha bisogno di "frontiere sicure". Se si pensa che oggi Israele occupa la Cisgiordania, la striscia di Gaza, il Golan siriano e quasi metà del Libano, oltre naturalmente quella parte della Palestina che le Nazioni Unite avevano assegnato ai palestinesi, il meno che si può dire è che è davvero curioso sostenere che si vogliono "frontiere sicure" invadendo i propri vicini annettendosi i loro territori con la forza. Questa posizione di Israele, in realta, è un'ulteriore conferma di quanto abbiamo già visto prima: Israele non vuole la pace. Ha scelto la guerra permanente. Nato con la violenza, il nuovo stato si mantiene vivo continuando ad esercitarla. Israele tende a difendere nella zona gli interessi occidentali e ad opporsi ad ogni cambiamento di regime all'interno degli stati arabi, essa si offrì volentieri come base di appoggio agli U.S.A. e agli inglesi, quando questi intervennero in Libano e in Giordania per impedire la formazione di governi democratici (1958). Israele aveva tentato una vasta azione di espansione verso Gaza e il Sinai, ai danni dell'Egitto, dove si era da poco instaurata una dirigenza nazionalista e anti feudale guidata da Nasser. In tale occasione (1956) pur operando di concerto con la Francia e l'Inghilterra (mirante a stabilire il controllo sulla compagnia del Canale di Suez nazionalizzata da Nasser), gli israeliani si erano dovuti ritirare per l'intervento delle due "superpotenze". Nel contempo, lungo tutto l'arco degli anni '60 compiva continui raids offensivi contro la Siria dove il partito Baas aveva nazionalizzato le proprietà petrolifere occidentali. Prima ancora che Israele difenda le potenze capitalistiche deve difendere ogni governo arabo reazionario ed impedire il sorgere di governi arabi autonomi rispetto alle forze capitalistiche. Di fronte all'avvento di regimi nazionalisti in Siria e in Irak e prima ancora dell'Egitto, Israele non poteva non reagire. La risposta fu la "guerra dei sei giorni".
Nel giugno del 1967, mentre una campagna internazionale di stampa aveva presentato all'Europa e all'America una Israele minacciata di sterminio, quest'ultima sfrutta la situazione e grazie alla sua enorme superiorità aerea e tecnologica, attacca gli stati arabi ed opera una seconda invasione nel Sinai, anzi continua la guerra anche dopo che gli stati arabi hanno accettato la tregua procedendo ad occupare tutta la linea orientale del Canale di Suez, la fertile Cisgiordania e le strategiche alture del Golan siriano. Ed inizia subito una "Seconda colonizzazione ebraica" e contemporaneamente l'esodo dei palestinesi, costretti per la seconda volta in venti anni ad abbandonare tutto agli israeliani. La "guerra dei sei giorni", lungi dall'essere difensiva, risultò concepita solamente come primo momento del piano di espansione sionista. Alla "guerra lampo" seguì immediatamente la creazione di postazioni di difesa agricolo-militari. S'inizia su vasta scala, lo sfruttamento del petrolio nel Sinai, si ignora il carattere internazionale di Gerusalemme, infine il ministro del Lavoro annuncia che: "le attuali frontiere sono irrinunciabili". La "guerra dei sei giorni" mette a nudo la deliberata crudeltà che caratterizza l'offensiva israeliana. Oltre all'impiego sistematico delle bombe al napalm contro i territori arabi, la cosa più sconcertante è la sorte riservata ai civili palestinesi, interi villaggi sono fatti saltare in aria, gli abitanti incitati a fuggire, oppure cacciati a forza, deportati. Il 18 giugno 1967, dieci giorni dopo la presa di Gerusalemme, il Parlamento israeliano adotta una legge che autorizza il governo israeliano a estendere la legislazione alla parte orientale della città santa e decreta "l'indivisibilita di Gerusalemme". Questa annessione, condannata da due risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e dalle proteste internazionali, ha significato nella pratica l'espulsione di migliaia di abitanti palestinesi e la costruzione di una vera e propria cintura di insediamenti israeliani allo scopo di tagliare fuori Gerusalemme dal suo ambiente arabo. Nel gennaio del 1968 incominciarono gli espropri: piu di 2.000 ettari di terra vengono tolti ai proprietari, con le buone o con le cattive: chi rifiuta l'evacuazione viene cacciato. Quasi nessun proprietario accettò il compenso finanziario offerto. Dopo aver modificato il contesto demografico, sociologico e culturale di Gerusalemme, il Parlamento israeliano ha completato la sua opera votando, il 30 luglio 1980 una legge che fà di "Gerusalemme intera e unificata, la capitale di Israele", contraddicendo quel carattere confessionale che fa di Gerusalemme il centro spirituale di tutte le religioni.

La repressione israeliana nei territori occupati
L'occupazione da parte di Israele dei territori occupati va inquadrata nella politica espansionistica permanente dei suoi governi. Israele occupa per rimanere, quindi oltre a stabilire subito nuovi insediamenti con funzioni soprattutto militari, si appropria delle principali fonti di reddito economico: la terra e l'acqua, prima del '67 in Cisgiordania e nella striscia di Gaza non vi era nessuna presenza sionista; oggi Israele ha confiscato il 52% del territorio della Cisgiordania e ha costituito ben 232 colonie israeliane abitate da 60.000 ebrei, i quali controllano il 52% del territorio; hanno in mano i 5/6 delle risorse idriche (su 41mila pozzi ben 32mila sono in mano ai coloni israeliani). Nella striscia di Gaza, invece, e' stato confiscato il 32% del territorio e sono state costituite 30 colonie abitate da 3.000 ebrei (3.000 ebrei abitano il 32% del territorio, mentre circa 700.000 palestinesi vivono nel rimanente 68%). Anche per questo la striscia di Gaza risulta una dei territori piu densamente popolati del mondo, da 3.000 a 4.000 ab. a chilometro quadrato. Israele ha distrutto, dal '67 fino ad oggi, piu di 24.000 case come punizione collettiva e questo al di là della distruzione delle città e dei villaggi avvenuta durante la guerra. (Dal '48 al '74 ha distrutto 385 villaggi su 475). Soltanto nella citta di Ebron dal '67 ad oggi sono stati bruciati 750 negozi. Le ordinanze militari in Cisgiordania sono 1.121, quelle nella striscia di Gaza 800 e riguardano tutte gli aspetti della vita dei territori occupati: scuole, terre, imposte, ecc. Per quanto riguarda l'agricoltura facciamo degli esempi: a giugno, durante la raccolta del grano, gli israeliani di notte danno fuoco ai campi; prima della raccolta delle olive, che avviene a novembre-dicembre, gli israeliani, usando elicotteri ed aerei per l'agricoltura, innaffiano gli uliveti con sostanze chimiche che causano la caduta prematura del raccolto, oppure bruciano direttamente gli alberi. Quando questo non è possibile, Israele vieta l'esportazione dei prodotti palestinesi verso la Giordania. Per quanto riguarda la rete elettrica: dal '67 fino ad oggi, Israele ha cercato di collegare tutta l'elettricita' palestinese dei territori occupati alla rete elettrica israeliana in modo da costringere tutta la popolazione a pagare tutto ad Israele, negando ogni possibilita' di una reale autonomia in questo settore. Per quanto riguarda il settore dell'acqua: ogni palestinese puo consumare al massimo 35 mc. di acqua all'anno, se ne consuma di piu paga una multa che supera il suo stipendio di tre mesi. Per quanto riguarda la repressione: bisogna dire che, nei territori occupati, vengono applicate tre legislazioni differenti. La legislazione inglese (risalente ai tempi dell'occupazione britannica), la legislazione giordana e quella dell'amministrazione militare israeliana. Per le deportazioni viene applicata la legislazione inglese, la stessa che permetteva l'impiccagione o la deportazione in Africa dei capi della rivolta palestinese del 1936. In base a questa legge sono stati deportati piu di 1.215 palestinesi fino al 1984. La legislazione giordana viene applicata su parecchie questioni: per esempio, al tempo della dominazione giordana, era vietata l'attivita del partito comunista. Oggi in Israele c'e' un partito comunista legale che ha un suo giornale, ma se ad un palestinese dei territori occupati viene trovata una copia del quotidiano comunista, rischia il carcere. Per la confisca delle terre, Israele si avvale sia della legislazione ottomana che di sue ordinanze militari, mentre per la confisca delle risorse idriche si applicano leggi israeliane. All'interno dei territori occupati esistono diversi carceri di cui quattro minorili, per ragazzi dagli 8 ai 18 anni, molto spesso incarcerati con pregiudicati ebrei, al fine di influenzarne il comportamento futuro. A volte, a questi ragazzi, viene somministrata una dose di droga per due o tre mesi per renderli tossicodipendenti. Per le carceri israeliane dal '67 ad oggi sono passati 250.000 palestinesi, in pratica 33 persone al giorno, cioe due componenti per famiglia. Passare per le carceri non significa sostarvi per pochi giorni, a volte vuol dire rimanerci per 20 anni e più. La permanenza nelle carceri israeliane spesso causa gravi danni fisici: reumatismi, problemi alla vista, all 'udito, all 'apparato digerente, malattie psichiche e a volte paralisi. La questione delle scuole e delle universita': secondo le statistiche 1980-'81 nella striscia di Gaza si contano 35 scuole, in Cisgiordania 755; in tutto vi sono 7.200 insegnanti il cui stipendio e di circa 200 euro al mese. Va tenuto però presente che il costo della vita nei territori occupati e uguale a quello italiano. All'interno dei territori occupati ci sono circa 250.000 studenti palestinesi; di questi 14.000 sostengono ogni anno gli esami di maturita'. Israele contro le scuole palestinesi segue una politica che si articola in questi 6 punti:

-modifica dei programmi ed eliminazione di una parte di questi, in particolar modo di tutto cio' che riguarda la Palestina, la parola Palestina ad esempio non si trova neanche nei testi sacri.
-intervento diretto delle autorita' militari negli affari dell'istruzione e specialmente nelle università che dovrebbero invece godere di una certa libertà accademica. Per iscriversi all'università bisogna che l'amministrazione militare accetti la domanda. Questo sistema di controllo non riguarda soltanto gli studenti ma anche i professori, in quanto essi avendo un contratto annuale possono essere cacciati dal governatore militare in qualsiasi momento. Questo riguarda anche i professori stranieri.
-divieto della pubblicazione e diffusione di libri.
-chiusura delle scuole e delle universita' in particolar modo nel periodo degli esami per far ripetere l'anno agli studenti.
-persecuzione di studenti, insegnanti e professori universitari.
-incuria delle scuole statali e parastatali.
I testi censurati sono piu di 5.500 e riguardano praticamente l'intero scibile umano.
Per quanto riguarda l'aspetto sanitario: Israele, nel suo bilancio sanitario nazionale, riserva ai territori occupati solo il 2% malgrado gli abitanti di queste zone siano piu del 25% della popolazione dell'intera Palestina. Va considerato, inoltre, che il popolo palestinese paga tutte le prestazioni sanitarie. Una delle dirette conseguenze di questa situazione di abbandono, è il fatto che tra la popolazione palestinese il tasso di mortalità neonatale è pari al doppio di quello israeliano (37 per mille contro il 14). All'interno dei territori occupati ogni medico cura circa 110 pazienti al giorno, le Nazioni Unite spendono circa 16$ (meno di 18 euro al mese) per ogni cittadino palestinese che risulta come profugo, quindi una cifra veramente irrisoria. Gli israeliani spendono, quindi, per un solo ospedale di Tel Aviv tre volte di più di quanto spendono per tutta l'assistenza sanitaria in Cisgiordania. Israele dal '67 fina ad oggi ha chiuso la maggior parte degli ospedali, degli ambulatori e persino la banca del sangue di Gerusalemme. La maggior parte delle sedi dell'amministrazione militare dei territori occupati si trovano in ex ospedali: anche per questo dal '67 ad oggi il numero dei posti letto nei territori occupati invece di aumentare è diminuito (330 posti letto in meno). Due esempi emblematici: un giovane palestinese-residente a Gaza, nell'ultima rivolta viene ferito gravemente. Nell'ospedale locale non c'era la possibiltà di curarlo adeguatamente e quindi viene portato in elicottero a Gerusalemme in un ospedale israeliano. Nel trasporto muore, e viene quindi riportato in ambulanza a casa, accompagnato da una fattura nella quale veniva addebitato aIla famiglia il costo del trasporto (5000 $). Oltre ad aver ammazzato, pretendono anche il pagamento dell'elicottero, quando il reddito "annuale" del palestinese che vive a Gaza è di 800$. Quindi ci vogliono sei anni di lavoro per il padre di questo ragazzo per pagare il trasporto del cadavere di suo figlio. Nel 1984 fu versata una sostanza chimica nei serbatoi d'acqua delle scuole femminili della Cisgiordania. 1950 ragazze furono colpite da questa sostanza che causa la sterilità. Queste sono ulteriori dimostrazioni di come agisce Israele nei territori occupati. Per quanto riguarda la situazione economica: Israele ha usato i territori occupati come un mercato per i suoi prodotti; questo è dimostrato dal fatto che la Cisgiordania e la striscia di Gaza occupano, in percentuale, il secondo posto nel mondo dopo gli Stati Uniti per quanto riguarda i rapporti commerciali con Israele, naturalmente se si esclude il commercio di armi. Se da una parte manca completamente la struttura economica poichè Israele non permette agli abitanti di questi territori di intraprendere ogni tipo di attività industriali autonome, dall'altra Israele favorisce l'insediamento di piccole fabbriche all'interno delle colonie ebraiche dei territori occupati, coprendo tutto il mercato palestinese con le merci israeliane. Parallelamente vengono emesse ordinanze e leggi che vietano l'esportazione delle merci palestinesi al di fuori dei territori occupati. Israele non dando la possibilità ai palestinesi di creare delle fabbriche o delle strutture economiche nei loro territori, li costringe ad andare a lavorare nelle fabbriche israeliane. Quindi la manodopera palestinese viene usata in tutte le fabbriche ed aziende israeliane come manodopera a basso costo, con pochissime tutele e garanzie. Non c'e nessun futuro per questi palestinesi, che possono essere cacciati in qualsiasi momento. Una larga parte dei palestinesi di Gaza e Cisgiordania sono disoccupati, in particolare i laureati di cui piu dell'80% non trova lavoro. Il reddito annuo del palestinese in Cisgiordania arriva a circa 1300 euro mentre nella striscia di Gaza è di circa 800 euro; ci si puo immaginare in che condizioni si debba vivere con salari simili. Israele fa pagare alla popolazione dei territori occupati delle tasse che sono arrivate a circa 800 milioni di dollari, quindi il palestinese paga addirittura la tassa di occupazione. Fino ad oggi i territori occupati hanno rappresentato per Israele una fonte da utilizzare per ricavarne grossi guadagni, spendendovi pochissimo: questo non puo durare a lungo.
Vedendo tutto quello che Israele ha fatto nei territori occupati il popolo palestinese non puo' fare a meno di ribellarsi. Una generazione e' nata sotto l'occupazione israeliana, col fucile del soldato sotto il naso, col rischio che di notte venga la polizia israeliana a portarli via, senza che nessuno dei suoi familiari lo possa vedere per parecchio tempo; a volte li riportano cadaveri e vietano alla famiglia di fare il funerale (al massimo cinque persone della famiglia possono partecipare di notte al rito funebre). Questa generazione nata sotto l'occupazione non puo', come del resto tutto il popolo, sopportare questa politica israeliana, per questo abbiamo visto scendere in piazza tutta la popolazione, guidata da questa generazione. Come abbiamo notato l'esercito israeliano si comporta come tutti gli eserciti di occupazione: distrugge case, interi villaggi, arresta, imprigiona con il massimo arbitrio, tortura, destituisce sindaci democraticamente eletti.

fonte: www.radioislam.net