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NON DERUBATE I MORTI. Firmate!

lunedì 15 febbraio 2010

Bertolaso...




L’operato dei grandi organi di informazione mira a deviare l’attenzione dell’opinione pubblica su falsi scandali (eclatante la performance del Corriere della Sera sull’allora Pm Di Pietro ritratto in foto addirittura nella mensa di una caserma) per distoglierla da vicende di portata enorme (la legislazione piegata alle esigenze processuali dell’impunito Berlusconi e dei suoi sodali, le indagini sui mandanti esterni delle stragi del 1992-93, le acquisizioni sempre più agghiaccianti sulla trattativa fra Cosa Nostra e infedeli rappresentanti dello Stato, il ruolo deviato a lungo svolto da esponenti del Ros dei carabinieri, il ministro Alfano che aggredisce l’attività processuale svolta dal Tribunale di Palermo avendo come sua portavoce la figlia di uno dei principali responsabili della trattativa, ecc.).

Poi spuntano notizie che aiutano a comprendere le pieghe del sistema. L’indagine sui “grandi eventi” e sulla Bertolaso s.p.a. è fra queste. Ieri sono state arrestate dalla magistratura fiorentina quattro persone in un’indagine che vede pesantemente coinvolto lo stesso Bertolaso e dopo pochi minuti esponenti politici della maggioranza e della presunta opposizione (il Pd e l’Udc) si sono stracciate le vesti urlando la solidarietà al capo della protezione civile. E la solidarietà alle casse dello Stato ed alla legalità stuprata dai satrapi della seconda Repubblica? Poi ci si infastidisce per la definizione di Italia dei Valori come unica opposizione!
Riflettiamo serenamente su quanto riportato nel provvedimento del Gip di Firenze. Il sistema Bertolaso (cioè la gestione privatistica e fuori controllo delle opere pubbliche emergenziali: emergenze del calibro di alberghi, stadi ed altre amenità) non solo sta tentando di porsi per legge fuori dalle regole e da ogni possibilità di sanzione (ora possiamo anche capire a cosa servisse la promozione di Bertolaso a ministro in contemporanea con l’approvazione dello scudo immunitario del legittimo impedimento) ma è anche incapace, pur operando quasi arbitrariamente senza i vincoli delle gare d’appalto, dall’astenersi dalle pratiche corruttive. Abbiamo letto quali siano i fringe-benefits del sistema Bertolaso: auto di lusso, arredamenti, ristrutturazioni immobiliari, incarichi a famigli vari, prostitute.

Il dramma del paese è dato dal fatto che lo strepitoso Cetto La Qualunque di Antonio Albanese non è più maschera satirica ma mera rappresentazione cronachistica di quanto accade nelle stanze del potere.

Uno degli imprenditori assegnatari delle opere del sistema Bertolaso è Valerio Carducci. Non è propriamente uno sconosciuto: amico di tanti politici (Rutelli, Baccini, Mastella…), magistrati, vertici delle forze dell’ordine e dei servizi segreti. E infatti ha ottenuto l’incarico per la trasformazione dell’ospedale de La Maddalena in grande albergo. Com’è finita la realizzazione è stato mostrato tempo addietro da una delle poche trasmissione libere della tv di Stato.
Fra gli indagati, per rivelazione di segreto d’ufficio, c’è anche il procuratore aggiunto del porto delle nebbie (alias la Procura di Roma), Achille Toro. Anche il suo non è un nome sconosciuto. Si tratta di quel magistrato che tentò di strappare alla Procura di Milano le indagini del 2005 sulle scalate bancarie (chissà che esito avrebbero avuto a Roma?), finendo poi indagato (ma poi archiviato) per i suoi rapporti con il collega Castellano, consigliere del compagno dalemiano Consorte. È uno che nella lunga carriera non si è fatto mancare nulla: è stato presidente della principale corrente della magistratura associata (Unicost) e quindi componente del Csm, grande amico di Oliviero Diliberto e infatti capo di gabinetto del ministro Bianchi nell’ultimo governo Prodi, grande amico del piduista Giancarlo Elia Valori. Dimenticavo: naturalmente al solo sentire il nome di Di Pietro gli viene l’ittero. E dimenticavo un’altra cosa: è uno dei pubblici ministeri (l’altro è Agnello Rossi) che indaga a Roma su Gioacchino Genchi e Luigi De Magistris e su quanto da questi ultimi fatti nelle indagini catanzaresi (nelle quali erano emersi, fra gli altri, i nomi di Valerio Carducci, Giancarlo Elia Valori e di altri amici di Toro). Ora, vi pare così strano che i tanti politici che non risparmiano volgari insulti sui magistrati di Palermo, Caltanissetta o Milano su uno come Achille Toro nemmeno si azzardano a fiatare?
Ecco, le ultime vicende del sistema Bertolaso ci aiutano davvero a capire cosa c’è di vero e di falso nel tanto evocato cortocircuito fra politica e giustizia e quali vette abbia raggiunto il degrado morale della classe dirigente.

Non voglio sottacere una cosa. Sono note le critiche che ho rivolto ai vertici del Ros dei carabinieri. L’indagine sul sistema Bertolaso ci permette di confermare che non bisogna mai generalizzare: quell’indagine, infatti, è stata svolta dal Ros di Firenze. Ai militari che sono stati impegnati ed ai magistrati che li hanno coordinati, investiti dagli insulti di certa politica, va la mia solidarietà.

Sonia Alfano

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