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NON DERUBATE I MORTI. Firmate!

lunedì 12 luglio 2010

il parlamento esautorato





Ormai il governo fa le leggi. Non il parlamento, già ridotto ad assemblea di commessi di partito da una legge elettorale infame la quale, com’è noto, consente a pochi capibastone di nominare i rappresentanti del “popolo sovrano”. Sulla manovra finanziaria è stato imposto il trentacinquesimo voto di fiducia in due anni. Praticamente tutte le leggi che contano negli ultimi due anni sono passate su impulso del governo e con l’applicazione di una norma prevista in casi di necessità e urgenza. Nel disprezzo del parlamento, con l’imposizione di un ricatto. Di fronte a un disegno di legge o a un maxi-emendamento blindati dal voto di fiducia, il commesso parlamentare di partito ha questa libertà: o vota senza discutere (e spesso senza nemmeno leggere) o torna a casa senza essere più ricandidato. E dire che la Costituzione, fino a prova contraria ancora vigente, stabilisce i connotati di una repubblica parlamentare e affida alla massima assemblea rappresentativa il ruolo non solo di legiferare, ma anche di dare la fiducia ai governi e di controllarne l’operato. Oggi il parlamento di fatto è stato esautorato. Se a questa stortura aggiungiamo la concentrazione in mani governative del potere economico e mediatico, l’affermazione di un modello di partito di massa leaderistico e padronale, privo di democrazia interna, e l’attacco costante alle autorità di garanzia e all’indipendenza della giustizia, capiamo bene che, al di qua della questione morale e penale, che pure è un macigno, e dei contenuti stessi delle politiche governative e delle leggi, che concorrono a disegnare una società sempre più iniqua, l’attuale involuzione autoritaria - un’eversione da svuotamento costituzionale - riguarda prima di tutto la struttura del potere formale e sostanziale, la sua abnorme e illiberale concentrazione. Che è tutt’uno con il suo uso amorale.
[pieroricca.org]

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